Rapporto Censis sull’avvocatura 2025: continuo calo delle iscrizioni degli avvocati  lieve crescita dei redditi

Lieve diminuzione degli avvocati iscritti alla Cassa Forense, più donne tra i giovani professionisti

Rispetto all’anno precedente, il 2024 si caratterizza quindi per una nuova flessione del tasso annuo di crescita degli iscritti, attestandosi su un decremento dell’1,6%, ma il numero di iscritti alla Cassa per 1.000 abitanti resta di 4,0. Dal 2020, quando si è raggiunta la cifra di 245.030 avvocati iscritti all’albo si è scesi, nel 2024, a 233.260 iscritti.
La maggioranza degli iscritti è costituita da avvocati attivi, che ammontano a 216.884, mentre i pensionati contribuenti sono 16.376. Sul versante della distri- buzione per genere, si osserva una leggera preponderanza maschile, con poco più di 124.000 uomini contro 109.252 donne.

Reddito medio in aumento

Il  reddito medio annuo per avvocato si attesta a 47.678 euro, con una variazione positiva del 6,8% rispetto al 2022. Prendendo in considerazione esclusivamente le classi di età, l’incremento red- dituale maggiore tra il 2022 e il 2023 è avvenuto tra le avvocate e gli avvocati tra i 35 e 39 anni (11,9%) e per chi avesse un’età inferiore ai 30 anni (11,5%).
Analogamente, gli incrementi più significativi per le donne si rintracciano fra la classe d’età compresa fra i 35 e i 39 anni (14,5%) e nella classe inferiore ai 30 anni (13,1%). Sono le avvocate con meno di 30 anni ad avere il reddito medio minore, mentre sono le avvocate della classe di età tra i 55 e 59 anni ad avere il reddito maggiore, con una differenza tra le due classi di 23.586 euro.
Per quanto riguarda gli uomini, gli incrementi di reddito più rilevanti sono rilevabili negli avvocati situati nella classe d’età inferiore ai 30 anni (9,7%) e in quella 40-44 anni (9,5%). Anche in questo caso, sono gli avvocati con meno di 30 anni ad avere il reddito medio minore, mentre sono gli avvocati della classe di età tra i 60 e 64 anni ad avere il reddito maggiore, con una differenza tra le due classi di 65mila euro.

Avvocati ed intelligenza artificiale

L’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale (IA) nel settore legale si pre- senta ancora come un percorso in evoluzione, caratterizzato da un’adozione se- lettiva e da una serie di ragioni che ne limitano la diffusione.
Attualmente, il 27,5% degli avvocati dichiara di utilizzare l’IA nelle attività professionali quotidiane (tab. 35). Tra questi, l’impiego principale riguarda la ricerca giurisprudenziale e documentale (19,9%), confermando come l’IA ven- ga percepita soprattutto come uno strumento di supporto nell’analisi e gestio- ne delle fonti normative e dei precedenti. Un utilizzo più contenuto si registra nell’ambito della redazione e revisione di contratti e documenti legali (5,0%), nell’automazione delle attività amministrative interne (1,0%) e nell’analisi pre- dittiva dei casi e nell’elaborazione di strategie legali (1,2%). Residuale è l’adozio- ne dell’intelligenza artificiale per altre finalità (0,5%).

Avvocati pensionati

Nel 2024, Cassa Forense ha erogato complessivamente 34.719 pensioni, ripartite secondo un assetto che evidenzia il predominio delle prestazioni di vecchiaia, pari a 16.459, ovvero il 47,4% del totale (tab. 23). A seguire – per nu- mero – le pensioni di reversibilità (8.258, circa il 23,8%), le pensioni indirette (2.844, circa l’8,2%), quelle di invalidità e inabilità (2.332, circa il 6,7%), le pensioni contributive (2.205, circa il 6,4%), le pensioni di anzianità (1.531, circa il 4,4%), e infine totalizzazioni e cumuli (1.090, circa il 3,1%).

Rapporto Cassa Forense – Censis sull’avvocatura anno 2025

Articolo tratto da: CENSIS - Centro Studi Investimenti Sociali