Sanzione da quasi un milione di euro per aver leso il principio della libera concorrenza con la circolare che reintroduceva le tariffe minime e con il divieto agli sconti sulle parcelle pubblicizzati su internet

Con una sanzione pecuniaria di quasi un milione di euro (912.536,40 euro per la precisione), l’Antitrust ha multato il Consiglio nazionale forense per aver ristretto la concorrenza, limitando l’autonomia degli avvocati in materia di compensi professionali. La decisione dell’Autorità per la Concorrenza ed il Mercato chiude così un’istruttoria sulle condotte del Cnf per violazione dell’art. 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Il Consiglio forense è stato sanzionato dall’Agcm per aver pubblicato una circolare con cui reintroduceva di fatto l’obbligatorietà delle tariffe minime, non più vincolanti dopo la cosiddetta “riforma Bersani” del 2006 ed effettivamente abrogate nel 2012.
Il CNF è stato inoltre sanzionato per aver adottato un parere contro i siti Internet che propongono ai consumatori associati sconti sulle prestazioni professionali, in base alla tesi che ciò confliggerebbe con il divieto di accaparramento della clientela sancito dal Codice deontologico della categoria.
Secondo l’Antitrust, questi due interventi erano diretti a limitare la concorrenza tra avvocati sul prezzo e sulle condizioni economiche delle prestazioni professionali. L’Autorità ha anche diffidato il Cnf dal ripetere in futuro analoghi comportamenti.
Il caso è nato da una segnalazione da parte di Nethus srl, società titolare del circuito “Amica Card”, in ordine alla diffusione da parte del CNF del parere n. 48 dell’11 luglio 2012, in cui si affermava la rilevanza deontologica dell’uso di piattaforme digitali come quella gestita dalla società per promuovere i servizi professionali degli avvocati e prevedendo degli sconti per gli associati.
Piattaforme come AmicaCard, avverte l’Autorità, costituiscono un mezzo idoneo per fornire agli avvocati nuove opportunità professionali, offrendo loro una maggiore capacità di attrazione di clientela rispetto alle tradizionali forme di comunicazione pubblicitaria.
Inoltre, da una parte questi strumenti permettono agli avvocati di penetrare nuovi mercati, consentendo di mettere in concorrenza servizi offerti da professionisti anche geograficamente distanti tra loro; dall’altra, lo sviluppo di queste forme innovative di trasmissione dell’informazione per i servizi professionali consente, nella lettura Antitrust, “ai consumatori di avere accesso ad una più ampia offerta a condizioni economicamente vantaggiose, riducendo i costi di transazione”.

Sul sito del Garante per la Concorrenza il testo integrale del provvedimento sanzionatorio ai danni del Consiglio Nazionale Forense.