Esecuzione immobiliare prima casa rinegoziazione mutuo. Lâart 41 DL 104/2019 prevede la possibilitĂ di rinegoziare il mutuo anche ad esecuzione forzata in corso.
In sede di conversione in legge, con modificazioni del decreto fiscale 2020 â D.L. 149/2019, la legge di conversione (Legge 19 dicembre 2019, n. 157 in G.U. n. 301 del 24 dicembre 2019) ha inserito lâarticolo 41 bis nel corpo normativo (Mutui ipotecari per lâacquisto di beni immobili destinati a prima casa e oggetto di procedura esecutiva).
Tale disposizione contiene una importante novità destinata ad avere riflessi sulle procedure esecutive immobiliari relative ad immobili destinati a prima casa sui quali grava un mutuo ipotecario.
Se il debitore non è riuscito a pagare le rate del mutuo ipotecario acceso per lâacquisto della prima casa è pra prevista, anche ad esecuzione forzata in corso, la possibilitĂ di chiedere la rinegoziazione del mutuo in essere ovvero un finanziamento, con surroga nella garanzia ipotecaria esistente, a una banca terza, il cui ricavato deve essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere.
Tale possibilità è tuttavia concessa solo al contemporaneo verificarsi di tutta una serie di condizioni ed entro una finestra temporale ben determinata.
Innanzitutto occorre che lâesecuzione immobiliare abbia ad oggetto lâabitazione principale del debitore ovvero la cosiddetta âprima casaâ.
Il debitore deve essere qualificabile come consumatore ai sensi dellâarticolo 3, comma 1, lettera a), del codice del consumo, Â D.Lgs. n. 206/2005.
Il creditore deve essere un soggetto che esercita lâattivitĂ bancaria ai sensi dellâarticolo 10 del TUB d.lgs., n. 385/1993.
Il credito deve derivare da un mutuo con garanzia ipotecaria di primo grado sostanziale.
Il pignoramento deve essere stato notificato tra la data del 1° gennaio 2010 e quella del 30 giugno 2019.
Non vi devono essere altri creditori intervenuti oltre al creditore procedente.
Lâistanza deve essere presentata per la prima volta nellâambito del medesimo processo esecutivo e comunque entro il termine perentorio del 31 dicembre 2021.
Il debito complessivo non sia superiore a euro 250.000;
Lâimporto offerto non sia inferiore al 75 per cento del prezzo base della successiva asta ovvero del valore del bene come determinato nella consulenza tecnica dâufficio nel caso in cui non vi sia stata la fissazione dellâasta.
Il rimborso dellâimporto rinegoziato o finanziato avvenga con una dilazione non superiore a trenta anni.
Il debitore rimborsi integralmente le spese liquidate dal giudice.
Non sia pendente nei riguardi del debitore una procedura di risoluzione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 27 gennaio 2012, n. 3.
Articolo 41 bis D.L. 149/2019
Mutui ipotecari per lâacquisto di beni immobili destinati a prima casa e oggetto di procedura esecutiva
1. Al fine di fronteggiare, in via eccezionale, temporanea e non ripetibile, i casi piĂš gravi di crisi economica dei consumatori, ove una banca o una societĂ veicolo, creditrice ipotecaria di primo grado, abbia avviato o sia intervenuta in una procedura esecutiva immobiliare avente ad oggetto lâabitazione principale del debitore, è conferita al debitore consumatore, al ricorrere delle condizioni di cui al comma 2, la possibilitĂ di chiedere la rinegoziazione del mutuo in essere ovvero un finanziamento, con surroga nella garanzia ipotecaria esistente, a una banca terza, il cui ricavato deve essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere, con assistenza della garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa, di cui allâarticolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e con il beneficio dellâesdebitazione per il debito residuo.
2. Il presente articolo si applica al ricorrere congiunto delle seguenti condizioni:
a) il debitore sia qualificabile come consumatore ai sensi dellâarticolo 3, comma 1, lettera a), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206;
b) il creditore sia un soggetto che esercita lâattivitĂ bancaria ai sensi dellâarticolo 10 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o una societĂ veicolo di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130;
c) il credito derivi da un mutuo con garanzia ipotecaria di primo grado sostanziale, concesso per lâacquisto di un immobile che rispetti i requisiti previsti dalla nota II-bis) allâarticolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti lâimposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e il debitore abbia rimborsato almeno il 10 per cento del capitale originariamente finanziato alla data della presentazione dellâistanza di rinegoziazione;
d) sia pendente unâesecuzione immobiliare sul bene oggetto di ipoteca per il credito, il cui pignoramento sia stato notificato tra la data del 1° gennaio 2010 e quella del 30 giugno 2019;
e) non vi siano altri creditori intervenuti oltre al creditore procedente o, comunque, sia depositato, prima della presentazione dellâistanza di rinegoziazione, un atto di rinuncia dagli altri creditori intervenuti;
f) lâistanza sia presentata per la prima volta nellâambito del medesimo processo esecutivo e comunque entro il termine perentorio del 31 dicembre 2021;
g) il debito complessivo calcolato ai sensi dellâarticolo 2855 del codice civile nellâambito della procedura di cui alla lettera d) e oggetto di rinegoziazione o rifinanziamento non sia superiore a euro 250.000;
h) lâimporto offerto non sia inferiore al 75 per cento del prezzo base della successiva asta ovvero del valore del bene come determinato nella consulenza tecnica dâufficio nel caso in cui non vi sia stata la fissazione dellâasta. Qualora il debito complessivo sia inferiore al 75 per cento dei predetti valori, lâimporto offerto non può essere inferiore al debito per capitale e interessi calcolati ai sensi della lettera g), senza applicazione della percentuale del 75 per cento;
i) il rimborso dellâimporto rinegoziato o finanziato avvenga con una dilazione non superiore a trenta anni decorrenti dalla data di sottoscrizione dellâaccordo di rinegoziazione o del finanziamento e comunque tale che la sua durata in anni, sommata allâetĂ del debitore, non superi tassativamente il numero di 80;
l) il debitore rimborsi integralmente le spese liquidate dal giudice, anche a titolo di rivalsa, in favore del creditore;
m) non sia pendente nei riguardi del debitore una procedura di risoluzione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 27 gennaio 2012, n. 3.
3. Se il debitore non riesce a ottenere personalmente la rinegoziazione o il rifinanziamento del mutuo, lo stesso può essere accordato a un suo parente o affine fino al terzo grado, ferme restando le condizioni di cui al comma 2, con le modalitĂ stabilite dal decreto di cui al comma 6. Se il finanziamento è stato concesso al parente o affine fino al terzo grado, il giudice emette decreto di trasferimento ai sensi dellâarticolo 586 del codice di procedura civile in suo favore. Per i successivi cinque anni, decorrenti dalla data di trasferimento dellâimmobile, è riconosciuto, in favore del debitore e della sua famiglia, il diritto legale di abitazione, annotato a margine dellâipoteca. Entro lo stesso termine il debitore può, previo rimborso integrale degli importi giĂ corrisposti al soggetto finanziatore dal parente o affine fino al terzo grado, chiedere la retrocessione della proprietĂ dellâimmobile e, con il consenso del soggetto finanziatore, accollarsi il residuo mutuo con liberazione del parente o affine fino al terzo grado. Le imposte di registro, ipotecaria e catastale relative al trasferimento degli immobili ai sensi del presente comma sono applicate nella misura fissa di 200 euro agli atti di trasferimento in sede giudiziale degli immobili e allâeventuale successivo trasferimento dellâimmobile residenziale al debitore. Il beneficio decade se il debitore non mantiene la residenza nellâimmobile per almeno cinque anni dalla data del trasferimento in sede giudiziale.
4. Le rinegoziazioni e i finanziamenti di cui al presente articolo possono essere assistiti dalla garanzia a prima richiesta rilasciata da unâapposita sezione speciale del Fondo di garanzia per la prima casa, di cui allâarticolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, con una dotazione di 5 milioni di euro per lâanno 2019. La garanzia della sezione speciale è concessa nella misura del 50 per cento dellâimporto oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento.
5. A seguito di apposita istanza congiunta, presentata dal debitore e dal creditore, il giudice dellâesecuzione, ricorrendo le condizioni di cui al comma 2, sospende lâesecuzione per un periodo massimo di sei mesi. Il creditore procedente, se è richiesta la rinegoziazione, entro tre mesi svolge unâistruttoria sulla capacitĂ reddituale del debitore. Il creditore è sempre libero di rifiutare la propria adesione allâistanza o di rigettare, anche successivamente alla presentazione dellâistanza congiunta, la richiesta di rinegoziazione avanzata dal debitore. In ogni caso in cui sia richiesto un nuovo finanziamento a una banca diversa dal creditore ipotecario, a questa è comunque riservata totale discrezionalitĂ nella concessione dello stesso.
6. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dellâeconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita, per gli aspetti di sua competenza, la Banca dâItalia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le ulteriori modalitĂ di applicazione del presente articolo, in particolare definendo:
a) il contenuto e le modalitĂ di presentazione dellâistanza di rinegoziazione;
b) le modalitĂ con cui il giudice procede allâesame dellâistanza, alla verifica del conseguimento delle finalitĂ di cui al presente articolo, alla liquidazione e alla verifica del pagamento delle spese procedurali, allâestinzione della procedura esecutiva e alla surroga dellâeventuale banca terza finanziatrice nellâipoteca;
c) gli elementi ostativi alla concessione della rinegoziazione o del rifinanziamento e alla stipulazione dellâaccordo;
d) le modalitĂ e i termini per il versamento della somma di cui al comma 1 al Fondo di garanzia per la prima casa;
e) le modalitĂ di segnalazione nellâarchivio della Centrale dei rischi della Banca dâItalia e negli archivi dei sistemi di informazione creditizia privati.
7. Con il medesimo decreto di cui al comma 6 sono definiti termini, condizioni e modalitĂ per lâaccesso alle prestazioni della sezione speciale di cui al comma 4.
8. Agli oneri derivanti dal comma 4, pari a 5 milioni di euro per lâanno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nellâambito del programma âFondi di riserva e specialiâ della missione âFondi da ripartireâ dello stato di previsione del Ministero dellâeconomia e delle finanze per lâanno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando lâaccantonamento relativo al medesimo Ministero.






