Credito dâimposta a favore delle imprese energivore (art. 15 del decreto Sostegni Ter DL n. 4/2022)
Pronte le istruzioni per permettere alle imprese a forte consumo di energia elettrica (cd. imprese energivore) di ottenere il credito dâimposta previsto dal decreto Sostegni-ter, pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.
La risoluzione n. 13/E dellâAgenzia delle Entrate istituisce il codice tributo che potrĂ essere utilizzato dalle aziende in possesso dei requisiti per accedere allâagevolazione, indicati nel decreto Mise del 21 dicembre 2017.
Credito dâimposta a favore delle imprese energivore
Lâarticolo 15 del decreto Sostegni-ter (Dl. n. 4/2022) ha introdotto un contributo straordinario, sotto forma di credito dâimposta  a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica, di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017, pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022, alle condizioni e nei termini ivi indicati.
La finalitĂ di tale contributo è quella di garantire una parziale compensazione degli extra costi sostenuti a causa dellâeccezionale innalzamento del prezzo dellâenergia.
Il credito dâimposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d'impresa nĂŠ della base imponibile Irap ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.
Requisiti per fruire del credito dâimposta
Per poter accedere allâagevolazione è necessario che la media dei costi per KWh della componente energia elettrica relativi allâultimo trimestre 2021, al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, sia superiore del 30% rispetto alla media di quelli relativi allâultimo trimestre del 2019. Alle imprese che soddisfano questo requisito spetta un credito dâimposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre del 2022.
Codice tributo 6960
Il codice tributo da utilizzare per usufruire del credito dâimposta è â6960â denominato âcredito dâimposta a favore delle imprese energivore (primo trimestre 2022) â art. 15 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4â.
Tale codice dovrĂ essere inserito nel modello F24 nella âsezione erarioâ, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna âimporti a credito compensatiâ oppure, nei casi in cui lâesercente debba procedere al riversamento dellâagevolazione, nella colonna âimporti a debito versatiâ. Nel campo âanno di riferimentoâ eĚ indicato lâanno di sostenimento della spesa, nel formato âAAAAâ.
Per utilizzare il credito in compensazione, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dallâAgenzia delle Entrate.
Articolo 15 D.L. 4/2022 Decreto Sostegni Ter
Contributo straordinario, sotto forma di credito dâimposta, a favore delle imprese energivore
1. Alle imprese a forte consumo di energia elettrica di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017, della cui adozione è stata data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 300 del 27 dicembre 2017, i cui costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media dellâultimo trimestre 2021 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, hanno subito un incremento del costo per KWh superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dellâanno 2019, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dallâimpresa, è riconosciuto un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta, pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.
2. Il credito dâimposta di cui al comma 1 è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dellâarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Non si applicano i limiti di cui allâarticolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui allâarticolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il credito dâimposta non concorre alla formazione del reddito dâimpresa nĂŠ della base imponibile dellâimposta regionale sulle attivitĂ produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il credito dâimposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dellâimposta regionale sulle attivitĂ produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.
3. Agli oneri derivanti dallâutilizzo della misura agevolativa di cui al presente articolo, valutati in 540 milioni di euro per lâanno 2022, si provvede:
a) quanto a 405 milioni di euro mediante corrispondente utilizzo di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui allâarticolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, relativi allâanno 2022, con esclusione delle risorse destinate al fondo ammortamento titoli di Stato, versata dal Gestore dei servizi energetici (GSE) ad apposito capitolo dellâentrata del bilancio dello Stato, che resta acquisita definitivamente allâerario;
b) quanto a 24,11 milioni di euro mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalla soppressione delle misure agevolative previste allâarticolo 18, comma 1;
c) quanto a 110,89 milioni di euro ai sensi dellâarticolo 32.
4. Il Ministero dellâeconomia e delle finanze effettua il monitoraggio delle fruizioni del credito dâimposta di cui al presente articolo, ai fini di quanto previsto dallâarticolo 17, comma 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Qualora, a seguito del predetto monitoraggio, lâutilizzo complessivo del credito di imposta di cui al comma 1, risulta inferiore alla spesa indicata al comma 3, la differenza è versata allâentrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnata ai pertinenti capitoli dei ministeri interessati.






