Più facile accesso al concorso magistratura: nuove regole nel Decreto Aiuti Ter. Sarà sufficiente la laurea in giurisprudenza, introdotto il computer nelle prove.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cd. Decreto Aiuti Ter, che introduce ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Tra le altre misure sono state approvate disposizioni in materia di concorso per l’accesso alla magistratura ordinaria, nell’ottica di contribuire all’obiettivo PNRR di riduzione del contenzioso pendente. La finalità è quella di per rendere più veloci le procedure di assunzione dei nuovi magistrati al fine di poter smaltire il contenzioso arretrato.
Cambiano quindi le norme regolatrici del concorso in magistratura: sarà possibile partecipare subito dopo la laurea e si introduce la possibilità di utilizzare il computer per lo svolgimento delle prove scritte.
A partire dal prossimo bando di concorso, saranno in vigore nuove regole di accesso e svolgimento delle prove, per cui sarà richiesto il solo requisito della laurea in giurisprudenza, senza più l’obbligo di frequenza di tirocini o scuole di specializzazione per le professioni legali.
In linea con gli obiettivi Pnrr di riduzione dei tempi dei processi e di smaltimento dell’arretrato e per accelerare le procedure di reclutamento in risposta alle scoperture degli uffici giudiziari, sono state anticipate sul punto alcune scelte previste dalla legge delega n. 71/2022 di riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm (Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20 giugno 2022), che prevede l’accesso al concorso per la magistratura ordinaria anche ai neolaureati (all’esito di corsi universitari di durata non inferiore a quattro anni). Ai prossimi concorsi, ovviamente, potranno partecipare anche coloro che avevano i requisiti ora modificati: si tratta infatti dell’ampliamento della platea dei concorrenti, che mira a garantire una maggiore partecipazione.
Dal prossimo concorso in poi, le prove scritte potranno svolgersi tramite strumenti informatici, con modalità da definire con decreto ministeriale.
Sempre al fine di accelerare i tempi di definizione dei concorsi, si prevede che i professori universitari, membri della commissione di concorso, possano d’ora in poi chiedere direttamente al proprio ateneo, e senza necessità di un decreto ministeriale, l’esonero parziale o totale dall’attività didattica, così da dedicarsi a tempo pieno alle prove concorsuali.
Articolo tratto da: Ministero della Giustizia






