Fare impresa è ancora nel DNA degli italiani. Secondo le elaborazioni condotte sul Registro delle imprese, diffuse nel corso dell’Assemblea di Unioncamere in corso a Torino, nei primi undici mesi dell’anno il numero di aziende è cresciuto di 26.122 unità, come risultato di 359.108 aperture e 332.986 chiusure, raggiungendo il numero di 6.097.369 imprese. La parte da leone l’hanno fatta in questi primi 11 mesi due regioni, Lombardia e Lazio, da sole in grado di generare il 63% del saldo complessivo, e le società di capitali, che, con un differenziale positivo di oltre 42mila imprese, compensano il calo delle ditte individuali (che si riducono di oltre 22mila unità) e surclassano nella crescita le società di persone (+2.078) e le Altre forme giuridiche (+4.489).

Le società di capitali sfondano quota 1,3 milioni
Con 42.174 unità in più nei primi 11 mesi del 2009, le società di capitali italiane superano la soglia del milione e 300mila imprese, andando a rappresentare il 38,5% delle aziende presenti nel nostro paese. L’incremento considerevole di questa forma giuridica compensa la riduzione registrata nel periodo della forma più semplice delle ditte individuali. Queste ultime, infatti, risultano maggiormente penalizzate dall’andamento congiunturale, tanto da ridursi di 22.619 unità tra gennaio e novembre scorsi. Il dato negativo delle imprese individuali è spiegato dall’alto numero di cessazioni (250.240) a fronte di 227.621 nuove iscrizioni. Anche le società di persone registrano un lieve incremento (+2.078 unità il saldo), derivato da quasi 45mila nuove iscrizioni a fronte di 43mila cessazioni. Da segnalare, invece, l’aumento, percentualmente più consistente, delle Altre forme giuridiche che, tra gennaio e novembre, sono cresciute di 4.489 unità grazie ad un elevato numero di iscrizioni (oltre 10mila) e ad un contenuto numero di cessazioni (5.900).

Articolo tratto da: Unioncamere - Camere di commercio d’Italia