Cassazione civile, sez. III, 9 maggio 2008, n. 11528
Il difensore ha diritto al compenso per l’attività svolta anche quando la vertenza si concluda con la soccombenza del cliente. L’esito negativo della causa, per cui, come nel caso di specie, viene respinta la domanda attorea ritenuta sproporzionata, giustifica al più una riduzione della parcella da parte del giudice chiamato a pronunciarsi sulla liquidazione del compenso professionale.
In ogni caso, per quanto poi concerne l’importo della liquidazione, occorre avere riguardo non solo all’importo dell’eventuale condanna della parte difesa, all’esito del giudizio, ma (anche) all’importo maggiore originariamente preteso dalla controparte, in quanto la differenza fra l’uno e l’altro manifesta, o può manifestare, l’utilità e il pregio dell’attività difensiva.
Clicca e scarica il testo integrale della sentenza ⇣
Cassazione civile, sez. III, 9 maggio 2008, n. 11528






