Cassazione civile, sez. I, 27 settembre 2012, n. 16511
Non produce effetti contrari allâordine pubblico e può essere validamente riconosciuta in Italia la sentenza straniera (nella specie, emessa dalla Corte Suprema delle Bahamas) recante condanna al pagamento di un debito attinente al gioco dâazzardo legalmente esercitato nel paese estero.
Nel rendere la decisione la Suprema Corte tiene conto della concreta portata dellâefficacia del riconoscimento, consistente nella riaffermazione del principio, universalmente condiviso, della responsabilitĂ patrimoniale del debitore ma anche dellâodierno quadro legislativo, nazionale e comunitario, in materia di giochi e scommesse.
ÂŤâŚPur tenendosi conto delle differenze fra il gioco praticabile in un casinò e le recenti forme affermatesi attraverso la diffusione dei sistemi telematici, è che, tanto in ambito nazionale, quanto in quello comunitario, non esiste un disfavore nei confronti del gioco dâazzardo in quanto tale, ma soltanto nella misura in cui esso, sfuggendo al controllo degli organismi statuali, può costituire un serio pericolo per infiltrazioni criminali e per tutte le pericolose conseguenze ad esse collegateÂť.
Rimanendo nellâarea del gioco autorizzato, in quanto gestito direttamente dallo Stato o da concessionari [âŚ] debbono trovare applicazione le ordinarie norme poste a tutela dellâesercizio dellâimpresa e [âŚ] delle ragioni creditorie che, sorte in un contesto di ordinaria liceitĂ , non possono essere disattese, anche quando poste alla base di una decisione straniera, essendo peraltro sorrette da fondamentali e condivisi principi, quali la libertĂ dei mercati e, per quanto qui interessa, la responsabilitĂ patrimoniale del debitore. [âŚ] Del resto, anche in Italia, laddove esercitata legalmente in virtĂš di una specifica disposizione di legge, la gestione di una casa da gioco ârappresenta normalmente attivitĂ dâimpresaâ (Cass., Sez. un., 6 giugno 1994, n. 5492), ragion per cui è evidentemente a questâultima ipotesi â vale a dire a unâobbligazione scaturita in un contesto di piena legalitĂ â che avrebbe dovuto rapportarsi la vicenda in esameÂť.
Clicca e scarica il testo integrale della sentenza âŁ
Cassazione civile, sez. I, 27 settembre 2012, n. 16511






