In Italia si è registrato un sostanziale aumento del rapporto tra spesa per la casa e totale delle spese delle famiglie: oltre un quarto del reddito delle famiglie italiane è destinato alla casa.
Si tratta di un dato, quello italiano pari al 25% del reddito destinato alle spese della casa, che può essere apprezzato in tutta la sua rilevanza se si nota che la media europea oscilla attorno al 5% (cinque volte meno che da noi), e che Francia, Inghilterra e Germania sono sotto la media europea, mentre la Spagna ha una spesa di circa il 50% inferiore alla nostra.
Esaminato il rapporto tra percentuale di abitazioni di proprietà e edilizia in affitto, sia da parte privata che da parte pubblica, si evidenzia che l’Italia è solo a metà classifica, molto lontana, con riferimento in particolare agli affitti sociali, agli standard dei paesi europei.
L’accessibilità dell’affitto in Italia è diventata negli ultimi anni gravemente insufficiente, infatti il 17% delle abitazioni occupate lo sono in base ad un titolo di affitto. In Germania la percentuale sfiora il 60%; in Francia supera il 40%, in Gran Bretagna il 30%. Solo Irlanda e Spagna hanno percentuali più basse delle nostre.
Per il Cnel, quindi, sono necessari tre livelli d’intervento: quello relativo al rapporto fra reddito e affitti; quello relativo all’analisi della condizione abitativa e quello, infine, relativo alla considerazione della rilevanza economica ed occupazionale di tali fenomeni.
Articolo tratto da: CNEL Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro






