Con il consenso unanime dei 286 senatori votanti, l’Assemblea il 23 luglio ha dato via libera al disegno di legge n. 759, recante “Ratifica ed esecuzione del Trattato di Lisbona che modifica il Trattato sull’Unione europea e il Trattato che istituisce la Comunità europea e alcuni atti connessi, con atto finale, protocolli e dichiarazioni, fatto a Lisbona il 13 dicembre 2007”. Il testo passa ora all’esame della Camera dei deputati.

Il Trattato di Lisbona – che modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità europea – è stato firmato nella capitale portoghese il 13 dicembre 2007 dai rappresentanti dei 27 Stati membri. A norma dell’articolo 6, il Trattato dovrà essere ratificato dagli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali ed entrerà in vigore il 1º gennaio 2009, se tutti gli strumenti di ratifica saranno stati depositati (altrimenti, il primo giorno del mese successivo all’avvenuto deposito dell’ultimo strumento di ratifica).

Il testo detta le nuove regole per il funzionamento dell’UE allargata a 27. Ecco i punti più significativi:

– DIRITTI – Diventano vincolanti i diritti dei cittadini della Carta fondamentale. Il Regno Unito e la Polonia hanno ottenuto la possibilità di non applicazione della Carta. Un milione di cittadini europei possono “invitare” la Commissione europea a proporre una iniziativa legislativa.
– PERSONALITÀ GIURIDICA – Per la prima volta nella sua storia, l’UE avrà una propria personalità giuridica e potrà firmare i Trattati internazionali.
– PRESIDENZA UE – Viene creata la figura del Presidente dei 27 con carica di due anni e mezzo. Il Presidente UE rappresenterà l’Unione nelle sedi internazionali e preparerà i vertici. Finisce la rotazione semestrale che sarà mantenuta per i Consigli dei Ministri.
– ESTERI – Nasce la figura dell’”Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza” e assumerà i ruoli che oggi sono coperti dall’Alto rappresentante per la politica comune estera e di sicurezza e dal Responsabile delle relazioni esterne della Commissione europea. Sarà anche vicepresidente della Commissione UE.
– COMMISSIONE UE – Dal 2014 sarà ridotto il numero dei componenti. In futuro il numero dei membri della Commissione sarà pari a due terzi degli Stati membri, che così saranno presenti nell’esecutivo europeo a rotazione.
– EUROPARLAMENTO – Sono previsti maggiori poteri di intervento per approvare la legislazione europea in particolare nelle aree di giustizia, sicurezza, immigrazione, trattati internazionali e bilancio. Ridotto il numero dei membri da 785 a massimo 751 (l’Italia passa da 78 a 73).
– PARLAMENTI NAZIONALI – Avranno una voce in capitolo nel processo legislativo europeo: riceveranno le proposte di legge direttamente per valutare se una proposta di legge lede le proprie competenze. Se un terzo del parlamento nazionale dovesse riconoscere questa eventualità, la proposta sarà rimandata a Bruxelles per una verifica della Commissione.
– CITTADINI UE – Potranno lanciare un’iniziativa legislativa, sempre che siano in grado di raccogliere almeno un milione di firme in diversi Stati membri.
– SISTEMA DI VOTO – Il potere di veto tra i 27 viene escluso in 45 ambiti di decisione, pur rimanendo in altri settori chiave, come il fisco e la difesa. Le decisioni nel Consiglio
verranno prese con un sistema di voto a doppia maggioranza (55% dei Paesi che rappresentano il 65% della popolazione). Il nuovo metodo entrerà in vigore in maniera completa solo dal 2017 (dal 2014 in maniera parziale).
– POLITICHE COMUNI – La politica energetica e la politica ambientale volta a contrastare il riscaldamento globale sono i nuovi obiettivi comuni. Per la politica commerciale, la “concorrenza equa” è un principio che va rispettato per assicurare il funzionamento appropriato del mercato interno. Sulla sicurezza comune è prevista una clausola di solidarietà in caso di attacchi terroristici o altri disastri (per esempio naturali).

Articolo tratto da: Dipartimento Politiche comunitarie