Ogni anno l’Istat conduce l’indagine relativa alla totalità dei titoli di credito protestati.
I dati sui protesti di cambiali, tratte ed assegni sono rilevati a cadenza mensile presso le Camere di commercio e poi trasmessi all’Istat in formato elettronico dalla società Infocamere (Società consortile di informatica delle camere di commercio italiane per azioni).
Nel 2010 i protesti sono risultati pari a 1.450.032, registrando una diminuzione del 7,7 per cento rispetto all’anno precedente.
Il valore complessivo dei titoli protestati nel 2010 ammonta a 4.014.049 migliaia di euro, valore in calo del 14,6 per cento rispetto al 2009.
Nel 2010, l’importo medio dei titoli protestati è risultato equivalente a 2.768,25 euro.
Con l’entrata in vigore del regolamento emanato con decreto 9/8/00, numero 316 (Gazzetta ufficiale 2/11/2000) e legge 18/8/2000, numero 235 (Gazzetta ufficiale 28/08/2000), il registro informatico dei protesti è una banca dati soggetta a regole di alimentazione e di interrogazione distinte da quella precedente. Dal primo giugno 2001 non è più presente la distinzione tra individuo e società perché è un dato non più rilevato dall’ufficiale levatore, essendo una informazione non obbligatoria secondo il suddetto nuovo regolamento.
Dal primo giugno 2001 i dati classificati per distretto di corte di appello considerano il distretto della provincia di levata dell’effetto; i dati classificati per territorio amministrativo (province, regioni) considerano la provincia della camera di commercio che iscrive l’effetto nel registro.
A partire dal 2003, in ottemperanza al D.P.R. del 28/11/2002, n. 298, i dati sui protesti comprendono sia gli assegni bancari che quelli postali.
A partire dal 2003, in ottemperanza al D.P.R. del 28/11/2002, n. 298, i dati sui protesti comprendono sia gli assegni bancari che quelli postali.
Articolo tratto da: ISTAT Istituto nazionale di statistica






