Nel 2007 la spesa nazionale per soddisfare il fabbisogno corrente di servizi ambientali degli utilizzatori (consumi intermedi e finali) e per garantirne il soddisfacimento in futuro (investimenti dei produttori) ammonta a 34.278 milioni di euro (circa il 2,2% del Pil).
Le risorse economiche dedicate alla protezione dell’ambiente e alla gestione delle risorse naturali è rappresentato dalla spesa nazionale comprensiva dei consumi intermedi e finali dei servizi ambientali, nonché degli investimenti realizzati dai produttori dei servizi stessi.
Il contributo più elevato a tale aggregato proviene dal servizio di gestione dei rifiuti, la cui spesa è pari a 21.020 milioni di euro (l’1,4% del Pil). La spesa nazionale per la gestione della acque reflue è di 3.925 milioni di euro (lo 0,3% del Pil) mentre quella per la gestione e distribuzione delle risorse idriche raggiunge i 9.333 milioni di euro ( lo 0,6% del Pil).
Dal 1997 al 2007 la spesa complessiva per i tre servizi considerati fa registrare, a prezzi correnti, un aumento del 73%; tale crescita interessa tutti i settori ambientali sebbene con diversa intensità. La spesa per la gestione dei rifiuti cresce del 91%, passando da un’incidenza sul Pil dell’1,1% nel 1997 all’1,4% nel 2007 (+30%). Le spese per acque reflue e per le risorse idriche crescono rispettivamente del 53% e del 49%, mantenendo, in entrambi i casi, un rapporto con il Pil sostanzialmente stabile.
In tutti e tre i settori ambientali la componente principale della spesa nazionale è rappresentata dai consumi, ossia dalle spese per la fruizione dei servizi da parte delle varie tipologie di utenze (civili domestiche e produttive, pubbliche e private); la componente degli investimenti, ovvero la parte finalizzata alla sostituzione del capitale produttivo o al suo ampliamento ai fini del potenziamento quantitativo o qualitativo del servizio (erogare il servizio ad utenze non già soddisfatte, o aumentare la qualità del servizio), assorbe la quota minore della spesa nazionale.

Il finanziamento della spesa nazionale da parte dei diversi settori istituzionali dell’economia
Gli utilizzatori e i produttori dei servizi ambientali non sempre sostengono il costo pieno delle proprie spese ambientali: possono beneficiare di trasferimenti unilaterali da parte di altri soggetti grazie ai quali vengono sollevati di parte di tale onere finanziario.
È il caso ad esempio di possibili contributi agli investimenti erogati dalle Amministrazioni pubbliche ai produttori dei servizi oppure di altre forme di sussidi pubblici mediante i quali gli utilizzatori dei servizi si trovano a corrispondere un prezzo, una tariffa o un canone inferiore al valore di mercato del servizio di cui fruiscono.
Tenendo conto di questo tipo di trasferimenti, emerge, nel caso dei servizi considerati, una distribuzione della spesa nazionale per settore istituzionale finanziatore sostanzialmente stabile nel tempo e caratterizzata da una prevalente situazione di autofinanziamento dei propri impieghi da parte dei diversi utilizzatori.
Ciò è tipico di servizi caratterizzati dal fatto di essere corrisposti a prezzi, tariffe o canoni che tendono ad assicurare la copertura del 100% dei costi. La parte di spesa nazionale finanziata da PA e ISSL corrisponde soprattutto ai servizi prodotti da queste istituzioni a beneficio della collettività (attività amministrative, di comunicazione, produzione in forma consorziata, ecc.) e solo in parte non particolarmente significativa a trasferimenti correnti e in conto capitale a imprese e famiglie.

Articolo tratto da: ISTAT Istituto nazionale di statistica