Con la delibera 243/10/CSP l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha definito i criteri per la vigilanza sul rispetto del pluralismo politico e istituzionale nei telegiornali diffusi dalle reti televisive nazionali.
Al fine di assicurare la massima conoscenza e trasparenza delle valutazioni dell’Autorità, la delibera indica le modalità e la frequenza del monitoraggio dei telegiornali andati in onda nell’intero arco di programmazione con riferimento ai periodi non elettorali o referendari e durante le campagne elettorali.
In particolare:
1) Nei periodi non elettorali o referendari i dati sono pubblicati sul sito web dell’Agcom con cadenza mensile. Le valutazioni sul rispetto del pluralismo si basano sui dati riferiti a ciascun trimestre e sui parametri costituiti dal tempo di notizia, parola e antenna. (Il tempo di notizia indica il tempo dedicato dal giornalista all’illustrazione di un argomento/evento in relazione ad un soggetto politico/istituzionale. Il tempo di parola indica il tempo in cui il soggetto politico/istituzionale
parla direttamente in voce. Il tempo di antenna indica il tempo complessivamente dedicato al soggetto
politico/istituzionale ed è dato dalla somma del tempo di notizia e del tempo di parola).
Nelle valutazioni l’Autorità si ispira al principio della parità di trattamento, attribuendo peso prevalente al tempo di parola di ciascun soggetto politico o istituzionale, che rappresenta l’indicatore quantitativo più valido per verificare il grado di pluralismo. Fino adesso, nei periodi non elettorali, si faceva invece prevalentemente riferimento al tempo di antenna;
2) Durante le campagne elettorali o referendarie i dati sono pubblicati con cadenza quindicinale nel primo periodo della campagna e settimanale nel secondo periodo e fino alla chiusura della campagna stessa. I criteri specifici relativi alla valutazione del pluralismo informativo sono quelli definiti di volta in volta dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e l’Autorità.

Articolo tratto da: AGCOM Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni