Agenti sportivi, in vigore il nuovo regolamento previsto dal DPCM 218/2025: esame di abilitazione, registro nazionale e sanzioni più severe.
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 19 gennaio 2026, è entrato in vigore il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2025, n. 218, che dà finalmente piena attuazione al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 37 in materia di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso alla professione di agente sportivo.
Il provvedimento, emanato dopo un’ampia istruttoria che ha coinvolto il CONI, il Consiglio di Stato, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il Garante per la Protezione dei Dati Personali, rappresenta la conclusione di un percorso di riforma avviato con la legge 8 agosto 2019, n. 86.
Il Registro nazionale degli agenti sportivi
Cuore della riforma è il Registro nazionale degli agenti sportivi, affidato alla gestione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano attraverso un sistema informatico centralizzato. Il CONI è confermato quale titolare del trattamento dei dati personali, rafforzando il suo ruolo di garante dell’interesse pubblico nella regolazione della professione.
Il Registro si articola in quattro sezioni distinte:
- Agenti sportivi (persone fisiche con titolo abilitativo nazionale)
- Società di agenti sportivi (persone giuridiche)
- Agenti sportivi stabiliti (cittadini UE/SEE/Svizzera con qualifica riconosciuta)
- Agenti sportivi domiciliati (agenti esteri operanti temporaneamente in Italia)
Una rilevante novità è l’istituzione di un’area dedicata ai contratti di mandato sportivo, che dovranno essere depositati presso le Federazioni competenti, consentendo maggiore trasparenza e controllo sulle operazioni di mercato.
Requisiti per l’iscrizione
L’iscrizione al Registro nazionale costituisce condizione imprescindibile per l’esercizio dell’attività in Italia ed è limitata all’anno solare, con obbligo di rinnovo annuale.
Per iscriversi, gli aspiranti agenti devono essere in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 4 del D.Lgs. 37/2021, tra cui:
- Cittadinanza italiana o di altro Stato membro UE
- Pieno godimento dei diritti civili
- Assenza di condanne per delitti non colposi
- Superamento dell’esame di abilitazione
- Copertura assicurativa per responsabilità professionale
- Assenza di situazioni di incompatibilità o conflitto d’interessi
Vengono introdotti controlli più stringenti sulle partecipazioni minoritarie di persone giuridiche nelle società di agenti sportivi, con obbligo di trasparenza sull’oggetto sociale anche dei soci di minoranza.
L’esame di abilitazione: formazione raddoppiata
Il DPCM 218/2025 disciplina in modo puntuale l’esame di abilitazione nazionale, che si articola in due prove:
Prova generale CONI
Organizzata dal CONI con due sessioni annue, verte su:
- Diritto sportivo (15 domande)
- Diritto privato (10 domande)
- Diritto amministrativo (5 domande)
La prova consiste in un test di 30 domande a risposta multipla.
Prova speciale federale
Demandata alle singole Federazioni sportive nazionali professionistiche (FIGC, FIP, FIG, FCI) con due sessioni annue, consiste in una prova orale eventualmente preceduta da una prova scritta, su materie specifiche della singola disciplina sportiva.
Novità rilevante: l’obbligo di formazione obbligatoria è stato raddoppiato da 40 a 80 ore di corso nelle materie oggetto della prova generale CONI, come requisito di ammissione all’esame.
Inoltre, viene previsto un tirocinio obbligatorio di almeno sei mesi presso un agente sportivo che eserciti effettivamente l’attività, avendo espletato almeno cinque incarichi all’anno per tre anni consecutivi.
Agenti domiciliati: le nuove regole
Il regolamento semplifica e chiarisce la disciplina degli agenti sportivi domiciliati, ovvero i professionisti abilitati all’estero che intendono operare temporaneamente in Italia.
Possono essere iscritti come domiciliati i soggetti abilitati ad operare secondo le disposizioni della FIFA (o delle rispettive federazioni internazionali), regolarmente iscritti nei registri internazionali.
L’agente domiciliato deve:
- Eleggere domicilio presso un agente italiano regolarmente iscritto
- Depositare l’accordo di collaborazione professionale presso la Commissione Federale competente
- Operare attraverso il domiciliatario, che incassa i compensi e corrisponde la quota spettante al domiciliato
Cancellazione dal Registro
La cancellazione dal Registro nazionale è disposta dalla Commissione per gli agenti sportivi nei seguenti casi:
- Insussistenza di uno dei requisiti richiesti
- Mancanza della copertura assicurativa
- Situazione di incompatibilità o conflitto d’interessi
- Violazione del Codice etico
- Su richiesta dell’interessato
Sistema sanzionatorio più severo
Il decreto introduce un regime sanzionatorio articolato e più rigoroso:
Sanzioni disciplinari
Per violazione delle disposizioni del Codice etico e del regolamento del CONI:
- Censura
- Sospensione
- Sanzioni pecuniarie
- Radiazione dal Registro (nei casi più gravi)
Sanzioni penali
Resta ferma la segnalazione all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’articolo 348 del codice penale.
Responsabilità disciplinare
È prevista la responsabilità disciplinare di club e tesserati che si avvalgano di agenti non regolarmente iscritti al Registro.
Nullità dei contratti
Il regolamento ribadisce la nullità dei contratti di mandato sportivo stipulati da soggetti non iscritti al Registro nazionale o che si trovino in situazioni di incompatibilità o conflitto d’interessi.
Coordinamento con le Federazioni
Il DPCM 218/2025 impone al CONI, al Comitato Italiano Paralimpico e alle Federazioni sportive l’adozione degli atti di adeguamento entro sei mesi dall’entrata in vigore, aprendo una fase di coordinamento che dovrà necessariamente confrontarsi anche con i regolamenti sportivi internazionali, in particolare con il FIFA Football Agent Regulations (FFAR).
Conclusioni
Il nuovo regolamento rappresenta un importante passo avanti nella professionalizzazione e nella trasparenza del settore degli agenti sportivi in Italia. L’innalzamento degli standard formativi, l’introduzione di controlli più rigorosi e un sistema sanzionatorio più severo mirano a garantire maggiore tutela per atleti e società sportive, elevando la qualità complessiva del servizio di rappresentanza sportiva.
La creazione di un sistema informatico centralizzato e l’obbligo di deposito dei contratti presso le Federazioni favoriscono la tracciabilità delle operazioni e il contrasto all’esercizio abusivo della professione, contribuendo a una maggiore legalità nel sistema sportivo italiano.





