Il 10 febbraio due amici Tizio e Caio, si accordarono per acquistare eroina da consumare insieme. Tizio, raccolto il denaro, si recava nel vicino Comune di Beta, rivolgendosi ad uno spacciatore dal quale si era già rifornito in passato.
Acquistate due dosi ritornava dall’amico Caio ed insieme assunsero la droga.
Caio assumeva anche alcool. Subito dopo Caio accusava un malore dal quale seguiva il suo decesso. Il medico legale attribuiva la morte a narcotismo esaltato nei suoi effetti dalla contemporanea assunzione di alcool etilico che incideva sul sistema nervoso centrale.
Sulla base delle indicazioni fornite da Tizio ai Carabinieri, lo spacciatore fu identificato in Sempronio.
Veniva anche perquisita la sua abitazione e venivano rinvenuti e sequestrati 800 mg di eroina divisa e frammista a sostanze da taglio nonché, un bilancino di precisione.
Sempronio decideva di rivolgersi ad un legale.
Il candidato assunte le vesti di avvocato di Sempronio rediga motivato parere illustrando le problematiche sottese alla fattispecie.
Sul punto si veda Cassazione penale, sez. unite, 22 gennaio 2009, n. 22676 Morte dell’assuntore di stupefacente: imputabilità alla responsabilità del cedente.





