L’Istat diffonde, per il primo trimestre del 2009, il tasso di posti vacanti per le attività del settore privato non agricolo, a esclusione dei servizi sociali e personaliI. Si intendono per posti vacanti, secondo i Regolamenti CE n. 453/2008 e n. 19/2009, quei posti di lavoro retribuiti che siano nuovi o già esistenti, purché liberi o in procinto di diventarlo, e per i quali il datore di lavoro cerchi attivamente un candidato adatto al di fuori dell’impresa interessata e sia disposto a fare sforzi supplementari per trovarlo.
I posti vacanti rilevati sono quelli riguardanti posizioni di lavoro dipendente (a esclusione di quelle relative ai dirigenti) in essere all’ultimo giorno del trimestre di riferimento. Misurano, dunque, le ricerche di personale iniziate e che nel giorno finale del trimestre non sono ancora concluse (perché un candidato idoneo non è già stato assunto e perché l’impresa non ha deciso di interrompere la ricerca).
Il tasso di posti vacanti è definito come il rapporto percentuale fra i posti vacanti e la somma di posti vacanti e posizioni lavorative occupate e misura, quindi, la quota di tutti i posti di lavoro dipendente per qualifiche non dirigenziali, occupati e vacanti, per i quali è in corso una ricerca di personale.
L’Indagine trimestrale sui posti vacanti e le ore lavorate, condotta dall’Istat a partire dal terzo trimestre 2003, raccoglie dati sugli stock e i flussi di posizioni lavorative occupate, sugli stock di posti vacanti, sulle ore lavorate, ordinarie e straordinarie e sulle ore non lavorate ma retribuite.
I dati prodotti sulla base dell’indagine riguardano le imprese con almeno 10 addetti dipendenti del settore privato non agricolo, ad esclusione dei servizi sociali e personali. Il campione d’indagine include, a partire dalla fine del 2007, circa 14.000 imprese, selezionate dalla versione più recente dell’Archivio statistico delle imprese attive (Asia). Le imprese con almeno 500 dipendenti sono incluse in maniera censuaria mentre quelle con 10-499 dipendenti sono estratte tramite un disegno campionario ad uno stadio stratificato; per questo secondo gruppo è previsto uno schema di rotazione, di circa un terzo delle unità ogni primo trimestre dell’anno. Il campione è disegnato per produrre stime affidabili a livello di sezione di attività economica. La rilevazione dei dati avviene principalmente tramite due modalità: interviste Cati (ovvero condotte per via telefonica e assistite da un apposito software) e compilazione del questionario sul web; una quota meno rilevante di questionari è ricevuta tramite fax e una frazione marginale per posta.
I dati del primo trimestre 2009 e le tendenze recenti
Nel primo trimestre 2009 il tasso di posti vacanti, pari al rapporto tra le posizioni vacanti e la somma fra queste e quelle occupate, è risultato pari allo 0,6% per il totale dell’industria e dei servizi. Per fornire un’indicazione sulla dimensione dei fenomeni misurati, si deve considerare che tale tasso corrisponde a circa 46.000 posti vacanti a fronte di circa 7 milioni e 857 mila posizioni occupate.
Nel confronto rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il tasso di posti vacanti ha segnato una riduzione di 0,5 punti percentuali. Tale evoluzione prosegue la tendenza emersa nel quarto trimestre del 2008 quando il tasso di posti vacanti ha segnato, rispetto ad un anno prima, una diminuzione di 0,6 punti percentuali.
Nei macrosettori dell’industria e dei servizi il tasso di posti vacanti registra, nel primo trimestre del 2009, valori, rispettivamente, dello 0,4 e dello 0,7%, con una riduzione tendenziale di 0,6 punti percentuali in entrambi i casi.
All’interno dell’industria, dove tutti i settori segnano un calo tendenziale del tasso di posti vacanti, la discesa più marcata riguarda le attività manifatturiere, con un calo dall’1,0% del primo trimestre 2008 allo 0,4% nel primo del 2009.
All’interno del terziario, con l’eccezione delle attività di servizi di alloggio e ristorazione, tutti i settori registrano riduzioni. Quelle più ampie riguardano trasporto e magazzinaggio e servizi di informazione e comunicazione (-0,7 punti percentuali). Per quanto riguarda le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, che segnano un tasso pari all’1,8%, superiore di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, l’aumento incorpora, verosimilmente, un effetto di calendario legato alla diversa collocazione della Pasqua.
Articolo tratto da: ISTAT Istituto nazionale di statistica






