Le autoritĂ giudiziarie che chiedono aiuto ai colleghi di un altro Stato europeo per condurre indagini su crimini commessi nel proprio paese, ad esempio ispezioni in domicilio o dichiarazioni di testimoni, dovrebbero ottenere una risposta piĂš tempestiva e favorevole grazie al nuovo âOrdine europeo dâindagine penaleâ approvato giovedĂŹ. In un voto separato, i deputati hanno anche chiesto la revisione del âMandato dâarresto europeoâ, che regolamenta i termini di estradizione allâinterno dellâUE.
Il Parlamento Europeo ha adottato con 467 voti a favore, 22 contrari e 10 astensioni la direttiva sullâordine europeo dâindagine penale (OEI), uno strumento che permetterĂ di perseguire i crimini oltre le frontiere nazionali, come per esempio il terrorismo, i traffici di droga o la corruzione.
Le norme OEI mirano ad agevolare le autoritĂ giudiziarie nel richiedere la conduzione delle indagini e ottenere prove in un altro paese dellâUE. Ad esempio, le autoritĂ giudiziarie francesi che si occupano di rintracciare i criminali in Germania potrebbero chiedere alla controparte tedesca di effettuare unâindagine in una casa o di intervistare i testimoni in loco.
Secondo le nuove norme, gli Stati membri avranno fino a 30 giorni per decidere se accettare o meno una richiesta di OEI. Se accettata, si applicherĂ un termine di 90 giorni per condurre lâatto dâindagine richiesto. Qualsiasi ritardo sarĂ comunicato al paese dellâUE che rilascia lâOEI.
Una richiesta OEI può essere rifiutata solo per specifici motivi, ad esempio, se câè il rischio che danneggi interessi essenziali di sicurezza nazionale. Potrebbe anche essere rifiutata se le norme esistenti che limitano la responsabilitĂ penale per salvaguardare la libertĂ di stampa rendessero impossibile la sua esecuzione. Inoltre, i deputati hanno inserito una serie di disposizioni a tutela dei diritti fondamentali dei sospettati. Ad esempio, le autoritĂ degli Stati membri possono rifiutare una richiesta OEI se credono che sia incompatibile con il rispetto dei diritti fondamentali.
Per entrare in vigore, la direttiva OEI ha ancora bisogno di essere formalmente approvata dal Consiglio dei ministri. Una volta in vigore, gli Stati membri avranno tre anni per recepirla nei rispettivi ordinamenti nazionali. Il Regno Unito parteciperĂ agli accordi EIO, al contrario dellâIrlanda e della Danimarca.
Riformare il mandato dâarresto europeo
In una votazione separata, i deputati hanno chiesto la revisione del mandato dâarresto europeo (MAE) entro un anno.
Nonostante il successo nellâaccelerare le procedure di consegna, i deputati sostengono che il sistema debba essere rivisto per tutelare meglio i diritti procedurali degli indagati e degli imputati, per migliorare le condizioni di detenzione e per impedire un eventuale abuso di MAE da parte di alcuni Stati membri. Tra il 2005 e il 2009 sono stati rilasciati 54.689 MAE ma solo 11.630 sono stati eseguiti.
Articolo tratto da: Parlamento Europeo






