Prevenzione, formazione e informazione, gli assi portanti del Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro lanciato dal ministro Sacconi in occasione dell’ assemblea di Confartigianato. Il progetto punta ad una deregolazione burocratica e fiscale del lavoro, senza che questo implichi minori tutele. Le risorse sono già a disposizione e proverranno sia dal settore pubblico sia da quello privato.

Le aree del Piano.
Concretamente, il progetto prevede una deregolazione burocratica e fiscale del lavoro in cui gli interventi troveranno spazio nella “manovra triennale per la crescita, la stabilità finanziaria e il consenso sociale”. Come ha precisato lo stesso ministro del Welfare, la “condizione di emergenza economica e sociale” non consente infatti “risposte di breve periodo o di piccola portata”; per questo, dopo un primo pacchetto di misure, “nei prossimi giorni ci sarà una manovra di ampia portata, triennale”.

Gestione e semplificazione del rapporto di lavoro.
Per prima cosa cambierà la “gestione stessa del rapporto di lavoro” che verrà resa più semplice. Per fare questo, è prevista una serie di interventi fra cui l’abrogazione della normativa sulle dimissioni volontarie, l’abolizione del libro paga e matricole – sostituiti dal libro presenze – il superamento del divieto delle visite pre-assuntive, l’abolizione del divieto di cumulo pensioni-redditi, il registro orario per il lavoro mobile nell’autotrasporto e la documentazione per il lavoro a domicilio.
Verranno inoltre deregolamentate “le relazioni industriali troppo complesse e financo esoteriche” che producono, secondo il ministro Sacconi, un “risultato da topolino per gli stessi lavoratori e i bilanci delle imprese”. Le relazioni industriali dovranno invece “diventare funzionali allo sviluppo del capitale umano e alla competitività delle imprese”.

Regolarizzazione del rapporto di lavoro.
Si punterà inoltre a “rendere agevole la regolarizzazione del rapporto di lavoro per contrastare il sommerso”: il ministro del Welfare pensa infatti di “ripristinare la legge Biagi sul lavoro intermittente” e di “semplificare drasticamente, attraverso buoni prepagati, il lavoro di tipo accessorio”. L’intenzione è infatti quella di “deregolarizzare lo stesso contratto a termine rinviando ad accordi tra le parti aziendali e territoriali per derogare alle rigidità introdotte”.
In particolare, un punto fondamentale del piano è “l’apprendistato per il recupero dei giovani che escono precocemente dal percorso educativo”: in questo ambito, ha puntualizzato il titolare del Welfare, è importante riconoscere l’impresa come “il luogo tipico della formazione”.

Processo di lavoro.
Il Piano interverrà anche “sulle norme sostanziali” pur “riconoscendo che l’attività del magistrato si ferma davanti alle scelte autonome e organizzative dell’imprenditore”. Il ministro Sacconi guarda inoltre all’incentivazione del ricorso all’arbitrato ma precisa: “una volta che le parti decidono di affidarsi all’arbitrato, non possono più tornare indietro”.

Sussidiarietà e bilateralità con organizzazioni di rappresentanza.
Per quanto riguarda infine quest’area, uno degli interventi previsti sarà quello che consentirà alle parti sociali “un canale alternativo per la gestione del contratto di apprendistato”.

Articolo tratto da: Ministero degli Affari Esteri