Il Tribunale di Milano, prima sezione penale, presieduta dal giudice Edoardo d’Avossa, ha accolto l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dalla pubblica accusa sul “lodo Alfano” nel processo sui presunti fondi neri di Mediaset, in cui è imputato anche il premier Silvio Berlusconi.
Secondo il pubblico ministero Fabio De Pasquale la Legge 124/2008, altrimenti nota come “Lodo Alfano” dal nome del ministro propoente, che sancisce l’immunità delle quattro più alte cariche dello Stato, si pone in contrato e viola l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Al termine della camera di consiglio protrattasi per tre ore, il presidente del collegio ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale, sospendendo il dibattimento nei confronti di Silvio Berlusconi e, per ragioni di “economia processuale”, anche il procedimento a carico dei coimputati del premier.
Nei confronti di tutti, come prevede il quarto comma dell’unico articolo della legge, applicandosi l’art. 159 c.p., i termini di prescrizione restano nel frattempo sospesi.