L’indagine sulla sicurezza dei cittadini è stata condotta per la terza volta dall’Istat allo scopo di conoscere il fenomeno della criminalità attraverso il punto di vista della vittima.
Essa permette di stimare il sommerso di un gran numero di reati e di identificare i gruppi di popolazione più a rischio (profilo delle vittime, come, dove e quando queste hanno subito il reato, relazione con l’autore del reato e fattori di rischio, quali lo stile di vita, l’abitare in una determinata zona, l’età, ecc.). Inoltre, offre il quadro della percezione soggettiva della sicurezza (la paura e la preoccupazione di subire i reati), del rischio percepito della criminalità nella zona in cui si vive, del rapporto con le forze dell’ordine e delle strategie messe in atto da individui e famiglie per difendersi.
In particolare, i reati considerati sono lo scippo, il borseggio, il furto di oggetti personali, la rapina, la minaccia e l’aggressione, la clonazione della carta di credito, la truffa, il furto dei veicoli e delle parti di veicolo, il furto di oggetti dai veicoli, il furto in abitazione e l’ingresso abusivo, gli atti di vandalismo, il furto e il maltrattamento di animali. È esclusa la stima della violenza contro le donne che, richiedendo una metodologia particolare, viene rilevata con indagini ad hoc.
Le precedenti indagini sono state effettuate nel 1997-1998 e nel 2002. Questa indagine, rispetto alle precedenti, rileva alcune nuove tipologie di reati, come la clonazione delle carte bancarie, le truffe e le frodi informatiche, ed è stata effettuata su un campione di 60 mila individui di 14 anni e più intervistati su tutto il territorio nazionale con tecnica telefonica tra il 2008 e il 2009. […]

I principali risultati
Tra i reati subiti dagli individui si possono considerare i reati contro la proprietà (scippi, borseggi e furti di oggetti personali di altro tipo) e quelli violenti (minacce, aggressioni, rapine). Nel corso dei 12 mesi precedenti l’intervista, nel biennio 2008-2009 i cittadini rimasti vittime sono stati il 5,7 per cento del totale. Per quanto riguarda i reati contro la proprietà (Tavola 1) si è trattato in primo luogo di furti di oggetti personali (2,2 per cento), seguiti dai borseggi (1,6 per cento) e dagli scippi (0,5 per cento). Tra i reati violenti al primo posto si collocano le minacce (0,9 per cento), seguite dalle aggressioni (0,6 per cento) e dalle rapine (0,4 per cento).
Tra i reati subiti dalle famiglie si rilevano quelli che riguardano l’abitazione, i mezzi di trasporto o gli animali. Il 16,2 per cento delle famiglie sono state vittime di questi reati: i reati relativi ai veicoli (furti, tentati furti, atti vandalici ecc.) sono al primo posto (12,6 per cento), seguiti da quelli che riguardano l’abitazione (4,8 per cento).
Si evidenzia in primo luogo il vandalismo sui veicoli (7,8 per cento), poi il furto di biciclette (3,8 per cento), di parti di auto o camion (2,9 per cento), il furto di motorino (2,8 per cento), delle sue parti (2,1 per cento), di oggetti nei veicoli (2,1 per cento), di moto (1,8 per cento) e di automobili (1,7 per cento).
Per quanto riguarda l’abitazione emerge con maggiore frequenza il furto in abitazione principale (1,1 per cento) e il furto di oggetti esterni all’abitazione (0,9 per cento), nonché gli atti di vandalismo contro l’abitazione (1,4 per cento), mentre più basso è il dato sulle abitazioni secondarie (sia in termini di furto che di ingresso abusivo). La persecuzione degli animali, maltrattati, feriti, o uccisi, ha riguardato il 2,6 per cento delle famiglie che li posseggono.
Per la prima volta l’Istat ha anche tentato di stimare alcuni reati non convenzionali, come la clonazione di carte bancarie, il phishing (ossia il prelievo non autorizzato di denaro dal proprio conto corrente bancario a seguito del rilascio dei propri dati personali via internet a falsi istituti di credito o assicurativi) e le frodi su internet. Tali reati hanno coinvolto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, 1 milione 125 mila cittadini di 14 anni e più. Si tratta dell’1,4 per cento di coloro che usano la carta di credito o il bancomat o gli assegni bancari e dell’8,3 per cento di coloro che hanno acquistato merci o servizi in rete. In particolare, il 3,4 per cento non ha ricevuto le merci o i servizi acquistati, il 5,5 per cento ha ricevuto prodotti diversi per qualità e quantità da quelli descritti sul sito e allo 0,3 per cento sono stati prelevati più soldi del dovuto.
Lo 0,6 per cento delle famiglie ha dichiarato di essere stato vittima di truffa, in quanto qualcuno si è spacciato per un’altra persona per ottenere con l’inganno denaro o donazioni, mentre la quota di quelle che hanno subito frodi in seguito a contratti di acquisto di merci, beni o servizi o che hanno stipulato contratti con società poi risultate inesistenti sono state l’ 1,6 per cento.
La mappa del rischio di subire i differenti tipi di reati varia nelle diverse zone del Paese. Il rischio è maggiore nel Sud per le rapine, gli scippi, le minacce, i furti dei veicoli e delle parti di veicoli, ma è superiore nel Centro-Nord per i furti di oggetti personali senza contatto, i borseggi e i furti nella prima casa, nonché per i furti di biciclette.ù
Emergono come particolarmente colpite la Campania ed il Lazio, per tutti i tipi di reati; segue il Piemonte per quanto riguarda i borseggi, gli scippi e i furti di oggetti personali, la Puglia per i reati contro l’abitazione, la Toscana e l’Emilia per i furti di bicicletta.
Nelle aree metropolitane è maggiore la probabilità di subire i reati individuali: in particolare, scippi e borseggi caratterizzano i grandi centri, mentre le minacce sono diffuse in misura maggiore nelle periferie delle stesse aree. I grandi comuni metropolitani vedono anche un maggior numero di furti dei veicoli e delle loro parti, di atti di vandalismo contro i veicoli e contro l’abitazione. I furti di oggetti personali e le minacce, infine, sono elevati anche nei comuni con più di 50.000 abitanti, così come lo sono le minacce e le aggressioni nei comuni che hanno un’ampiezza demografica di 10.001-50.000 abitanti.
La percentuale di denuncia varia per tipo di reato. Generalmente i reati consumati vengono denunciati di più rispetto ai tentati, così come i reati relativi ai veicoli per i quali la denuncia è necessaria ai fini del risarcimento assicurativo e per cautela personale, le rapine, che sono le più efferate e presuppongono anche la presenza di violenza e i furti in abitazione. Nel 2008-2009 i furti di automobile, moto, motorini, rapine e furto in abitazione principale sono i reati maggiormente denunciati (oltre il 70 per cento); aggressioni, furti di biciclette, tentate rapine, tentati furti di moto o motorini, furti di oggetti esterni all’abitazione, furto di parti di auto, di moto e motorini, tentati scippi, tentati borseggi, tentati furti di biciclette sono denunciati in meno del 20 per cento dei casi.
Il 60 per cento delle aggressioni e il 48,5 per cento delle rapine vengono commessi di sera, dopo le 18 o nelle prime ore della mattina. Una quota altissima dei furti senza contatto, dei borseggi e degli scippi (dal 64 al 75 per cento) avviene invece di giorno. Per quanto riguarda i furti in casa, il 32,4 per cento avviene di giorno, il 18,7 per cento dalle 18 alle 24 ed il 32,7 per cento di notte.
Nei reati contro gli individui la multivittimizzazione (ovvero l’esperienza ripetuta di diventare delle vittime) è più frequente, quasi il doppio, nel caso dei reati violenti (il 30,1 per cento di queste vittime ha subito due o più reati) rispetto ai reati contro la proprietà (17,3 per cento). In particolare, le minacce e le aggressioni si verificano con maggiore frequenza: le prime sono state subite più volte nel 42,3 per cento dei casi, le seconde nel 19,5 per cento; una percentuale di queste vittime, inoltre, ne ha subite cinque o più (6,3 per cento per le aggressioni, 6,8 per le minacce).
Il 77,9 per cento della popolazione definisce la zona dove abita poco o per niente a rischio di criminalità. Dalla valutazione soggettiva del livello di criminalità raggiunto nella zona in cui si vive, rispetto ad un anno prima dell’intervista, emerge che il 63,8 per cento nota una situazione pressoché invariata e, tra di loro, sono di più coloro che hanno percepito un aumento rispetto a quelli che hanno segnalato una diminuzione. Il 19,6 per cento valuta che la criminalità è maggiore, il 9,1 per cento pensa invece che sia diminuita ed infine il 7,5 per cento non sa cosa rispondere.
L’opinione dei cittadini riguardo al controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine – polizia, carabinieri, ecc. – è positiva nel 61,6 per cento dei casi e negativa per il 38,4 per cento; decisamente più negativa è l’opinione delle donne e dei giovani, in particolare tra i 24 e i 35 anni.

Articolo tratto da: ISTAT Istituto nazionale di statistica