Le nuove regole europee sulla commercializzazione dei fondi d’investimento alternativi sono in dirittura d’arrivo, dopo l’approvazione da parte del Parlamento di una nuova direttiva che impone obblighi riguardo alla registrazione, alla presentazione di relazioni e ai requisiti iniziali di capitale.
I deputati hanno chiesto e ottenuto regole sui compensi e sul cosiddetto asset stripping, e hanno contribuito sostanzialmente all’inclusione di obblighi sulla responsabilità dei depositari dei fondi e sul sistema del “passaporto”.
Sarà più facile la commercializzazione di questo tipo di investimenti, sostituendo i 27 attuali sistemi nazionali, diversi fra loro, con una serie di regole comuni europee, potenziando cosi le opportunità del mercato unico.
Durante i negoziati, i rappresentanti del PE hanno ottenuto dai governi nazionali importanti concessioni tese a migliorare la stabilità economica e la sicurezza di chi investe. La nuova legislazione introduce nuove regole sui compensi e sul cosiddetto asset stripping, (l’acquisto di una società in fallimento allo scopo di rivenderne parte o l’insieme delle attività), due punti che non erano presenti nella proposta della Commissione europea e inizialmente osteggiati dagli Stati membri. I deputati hanno inoltre ottenuto l’inclusione di regole stringenti sulla responsabilità dei depositari dei fondi, così da garantire agli investitori la possibilità di reclamare eventuali danni in qualsiasi momento della durata dell’investimento.
Attenzione particolare a asset stripping e fondi private equity
Il Parlamento ha lungamente insistito per includere nella nuova normativa misure per combattere l’assett stripping, contro la resistenza dei governi nazionali e introducendo una novità rispetto alla proposta iniziale. La direttiva approvata comprende ora una serie di disposizioni che intendono limitare questa pratica, in particolare ponendo limiti alla distribuzione e alla riduzione di capitale nei primi due anni da quando una società è stata acquistata da un investitore. Lo scopo è di evitare che gli investitori di fondi alternativi decidano di prendere il controllo di una data società con lo scopo esclusivo di fare profitto rapidamente.
Il Parlamento ha anche ottenuto obblighi d’informazione e di divulgazione sulla strategia dell’azienda, imposti agli investitori, in favore degli azionisti, degli impiegati e dei loro rappresentanti.
Responsabilità dei depositari dei fondi
La responsabilità dei depositari dei fondi è stata rinforzata rispetto alla proposta iniziale della Commissione per garantire che casi come la truffa di Bernard Madoff non si ripetano in futuro. La direttiva obbliga, infatti, il depositario di un fondo, che delega formalmente le proprie responsabilità a terzi, a stipulare un contratto che permetta al gestore del fondo di reclamare eventuali danni contro l’ente dal quale ha ricevuto la delega. Questa norma dovrebbe garantire che, in ogni fase dell’investimento, sia possibile identificare un responsabile. I deputati hanno anche ottenuto che gli investitori di fondi alternativi siano informati di possibili deleghe e delle motivazioni delle stesse.
Un passaporto per tutti
L’accordo approvato permetterà ai gestori di fondi alternativi non europei di commercializzarli a clienti in tutta l’UE, senza dover prima chiedere autorizzazione a ciascuno Stato membro e rispettare le disposizioni delle diverse legislazioni nazionali. Si tratta di un altro punto di contesa fra i deputati e i governi nazionali, con il Parlamento che ha insistito affinché tale passaporto sia disponibile per tutti gli investitori non europei.
Per superare i timori degli Stati membri, il Parlamento ha proposto che tale passaporto di commercializzazione sia concesso solo ai fondi localizzati in paesi non europei che rispettano gli standard minimi e che abbiano un accordo in vigore con gli Stati membri dell’UE che permetta la condivisione delle informazioni.
Prossime tappe
La nuova direttiva entrerà in vigore nel 2013 e sarà rivista dalla Commissione quattro anni dopo.
Articolo tratto da: Parlamento Europeo






