La decisione è stata assunta dalla sezione disciplinare del CSM contro Edi Pinatto, il magistrato che con i suoi ritardi, uno in particolare di 8 anni per il deposito delle motivazioni di una sentenza riguardante il processo ‘Grande Orientè, provocò la scarcerazione per decorrenza dei termini di alcuni boss mafiosi del clan dei Madonia.
A chiedere la sanzione, la più grave per i magistrati, è stata la Procura generale, rappresentata da Eduardo Scardaccione, sostituto procuratore generale della Cassazione. “Con questi ritardi Pinatto ha violato l’essenza della funzione giurisdizionale — ha sottolineato il PG — poiché si tratta di un ritardo gravissimo, reiterato, abnorme e ingiustificato. È una perdita verticale e non più risarcibile della credibilità del singolo e dell’istituzione nel suo complesso, con un danno ai valori costituzionali, quali la correttezza, la diligenza, la laboriosità e l’equilibrio di un magistrato”.
Ora Pinatto avrà 90 giorni per proporre il ricorso contro il provvedimento della sezione disciplinare del Csm davanti alle sezioni unite della Corte di Cassazione.