È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 24 dicembre 2008 l’Avviso per il finanziamento di interventi a carattere sperimentale finalizzati al sostegno agli organismi del Terzo Settore impegnati in attività di clown terapia.
Il Dipartimento per le Pari Opportunità intende promuovere interventi destinati a bambini che vivono la difficile situazione dell’ospedalizzazione.
La degenza ospedaliera risulta essere un momento traumatico per il bambino, poiché si trova a sperimentare un’esperienza di vita in grado di influenzare il suo normale sviluppo: la separazione dai genitori e l’ingresso nel nuovo ambiente possono determinare uno stato cali insicurezza, cali confusione, di disorientamento e diversità rispetto ai bambini non malati.
L’ospedalizzazione non favorisce lo sviluppo dell’immaginazione, dell’azione e della creatività, anzi si può affermare che tende a Iimitare la libertà di ciascuno e l’espressione delle proprie capacità.
Considerando che il diritto al miglior trattamento e alle migliori cure possibili è un diritto fondamentale, specialmente per i minori, il Dipartimento intende sostenere azioni finalizzate ad un miglioramento complessivo dell’assistenza ospedaliera e che intervengano per prevenire, o quantomeno ridurre, il trauma del ricovero ospedaliero.
In tale contesto, il Dipartimento per le Pari Opportunità intende promuovere e sostenere l’operato degli organismi del Terzo Settore, presenti su tutto il territorio nazionale, impegnati in attività di clown terapia.
L’impatto positivo delle tecniche di animazione comica utilizzate dai clown rendono i pazienti protagonisti attivi nella costruzione della propria gioia e serenità e consentono agli ammalati di affrontare con maggiore efficacia situazioni di malessere, di ridimensionare ansie e paure e di trasformare in senso positivo anche le emozioni negative.
Con il termine clown terapia infatti, si indica l’applicazione cali un insieme di tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada in contesti di disagio (sociale o fisico), quali ospedali, case di riposo, case famiglia, orfanotrofi, centri diurni, centri di accoglienza ecc. La finalità è quella eli stimolare la parte sana della persona, ironizzando sulle pratiche mediche, al fine di sdrammatizzare certi stati di angoscia che possono assalire il malato, chi lo assiste e chi lo cura. Tutto questo per dare vigore alla parte sana presente nel malato ed accelerare il processo di guarigione.
Il clown dottore non fa animazione, ma opera un cambiamento terapeutico usando la “clowneria”, la magia, il gioco comico o poetico, come metafora terapeutica per far scaturire l’energia vitale del ridere come emozione- sfondo e stato alterato di coscienza. Nello specifico, il Clown dottore si rivolge, non solo ai degenti, ma all’intera comunità ospitata dalla struttura (parenti, personale sanitario, volontari, ecc.), elaborando le migliori strategie cali comunicazione ed interazione, attraverso un ascolto attivo ed attento dei contesti e delle situazioni in cui opera.
Articolo tratto da: Dipartimento per i diritti e le pari opportunità






