Secondo i risultati di una indagine Isfol su “I differenziali retributivi di genere nel nostro Paese” la parità di trattamento tra uomini e donne sul mercato del lavoro, seppur sancita a livello costituzionale, appare ben lungi dall’essere realizzata.
Sovra-rappresentate nella maggior parte delle forme di lavoro atipico, le donne subiscono anche un trattamento salariale inferiore a quello degli uomini.
Colpa del tetto di cristallo, che ne impedisce progressioni di carriera paragonabili a quelle dei colleghi; colpa della difficoltà a conciliare lavoro fuori e dentro le mura domestiche, frutto di modelli culturali ancora pervasivi e di assenza di servizi adeguati; colpa di fenomeni discriminatori diretti ed indiretti dentro e fuori il mercato del lavoro.
I risultati dell’indagine Isfol dimostrano come, nonostante un sempre maggiore livello di istruzione e di competenze, il differenziale retributivo di genere in Italia oscilli tra i 20 ed i 25 punti percentuali, senza vistosi segnali di inversione di tendenza.
Tra i fattori che contribuiscono a generare forbici retributive così pronunciate vi è il fenomeno della segregazione orizzontale, che relega le donne in professioni e settori a minore retribuzione e quello della segregazione verticale, che impedisce alle donne di crescere professionalmente all’interno delle imprese.
Ma ad ostacolare la carriera femminile non vi è solo il famigerato tetto di cristallo: sempre più pervasivo è il fenomeno del cosiddetto pavimento appiccicoso, per il quale molte lavoratrici rimangono intrappolate in posizioni lavorative poco sicure e mal retribuite.
Il differenziale retributivo di genere viene spesso spiegato facendo ricorso alle diverse caratteristiche di lavoratori e lavoratrici, non tanto in termini di preparazione specifica, ma soprattutto in termini di quantità di lavoro e di esperienza specifica accumulata nel posto di lavoro.
Seppur cautamente rispetto ad un dibattito teorico fortemente controverso, l’indagine Isfol ripropone il tema della discriminazione tra i fattori esplicativi di un fenomeno che caratterizza comunque tutte le principali economie avanzate.
Quasi l’80% del differenziale retributivo mediamente osservato nel mercato del lavoro italiano, infatti, non è spiegato né dalle caratteristiche individuali né da quelle occupazionali di uomini e donne.

Articolo tratto da: CNEL Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro