Con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astensioni il Senato ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto n. 137, in materia di istruzione ed università (ddl 1108).
Il decreto era passato direttamente all’esame dell’Assemblea nella seduta del 22 ottobre, senza concludersi in Commissione Istruzione, alla quale la senatrice Poli Bortone aveva riferito il 14 ottobre.
La relatrice si era soffermata, tra l’altro, sul cosiddetto “voto in condotta”: a decorrere dall’anno scolastico in corso infatti il decreto prevede che, in sede di scrutinio intermedio e finale nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, si prenda in considerazione il comportamento degli studenti mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
Oltre ad alcune innovazioni circa le modalità di valutazione del rendimento nelle scuole del primo ciclo di istruzione, con l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi, il provvedimento prevede poi l’insegnante unico nella scuola primaria con un quadro orario di 24 ore settimanali, secondo il modello organizzativo vigente fino al 1990.
La norma – come sottolineato dalla sen. Poli Bortone – specifica ulteriormente la necessità di tener conto di una più ampia articolazione del tempo scuola in base alla richiesta delle famiglie, fermo restando che il trattamento economico dei docenti sarà definito in sede di contrattazione collettiva.
Vista inoltre la necessità di contenere il disagio economico costituito dal costo dei libri scolastici, viene stabilito l’obbligo di mantenere invariato il contenuto dei testi per un quinquennio, salva l’eventualità di successive appendici di aggiornamento. La relatrice si era soffermata infine anche sui provvedimenti per la sicurezza delle scuole.
Articolo tratto da: Senato della Repubblica






