8 milioni di abitazioni non a norma. 41mila incidenti l’anno, 42mila con infortuni per le persone, con un
costo per la collettività di 204 milioni di euro. E il sommerso negli
interventi sottrae 572 milioni di euro al fisco.

241mila incidenti ogni anno da cause elettriche. In
Italia avvengono ogni anno quasi 4 milioni di incidenti domestici, il 6%
dei quali (241mila) originati da cause elettriche. Di questi ultimi, il
17% (quasi 42mila eventi l’anno) causano infortuni per le persone, il
2,7% (circa 6.500) di una certa gravità (con visite mediche o ricoveri),
il 40% (oltre 93mila) provoca danni ad apparecchi elettrici, il 17%
(41mila) danni all’abitazione. Un incidente elettrico su dieci genera un
incendio. Nelle abitazioni con impianti non a norma gli incidenti sono
più frequenti e più gravi. Negli ultimi cinque anni il 5,8% delle
famiglie che vivono in case con impianti non a norma ha avuto un
incidente da cause elettriche (contro il 3,2% delle famiglie con
impianti a norma) e il 27,7% di questi incidenti ha provocato danni alla
salute delle persone (contro il 5,7%). È quanto emerge dal «Libro
bianco sulla sicurezza elettrica domestica» realizzato dal Censis per la
Fondazione Opificium e per il Consiglio Nazionale dei Periti
Industriali e dei Periti Industriali Laureati.

Un costo di 204 milioni di euro l’anno. Gli
incidenti domestici provocati da cause elettriche determinano ogni anno
un costo per la collettività di 204 milioni di euro, di cui 71 milioni a
carico dello Stato e 133 milioni a carico delle famiglie. Ciò significa
che ogni incidente costa alla collettività circa 840 euro tra spese di
ristrutturazione dell’abitazione, sostituzione di apparecchiature, spese
mediche (ricoveri, visite specialistiche, medicine), interventi dei
Vigili del Fuoco.

8 milioni di abitazioni non a norma: lo scarso orientamento alla prevenzione.
La scarsa prevenzione è il vero tassello mancante del sistema della
sicurezza. Gli impianti elettrici delle abitazioni italiane sono spesso
insicuri. Le unità abitative non a norma (cioè prive di impianto a terra
e/o interruttore differenziale e altri accorgimenti necessari) sono
8.157.000, pari al 37,7% del totale. Di quelle a norma, solo il 31,8% è
in regola a tutti gli effetti, con il certificato di conformità. Così,
al 25,8% degli italiani capitano frequentemente interruzioni di corrente
nella propria abitazione, il 6,8% dichiara che spesso avvengono
cortocircuiti, il 4,7% segnala la presenza di prese non funzionanti.
L’83,1% degli italiani pensa però che il proprio impianto elettrico sia
completamente a norma, mentre solo il 10,8% afferma più cautamente di
non esserne certo e solo il 6% dichiara che l’impianto elettrico non
rispetta la normativa sulla sicurezza. Gli italiani tendono a trascurare
i controlli e a rivolgersi a tecnici esperti quasi esclusivamente in
caso di guasti. Dall’indagine emerge che quasi la metà (il 45,1%) non fa
nulla per verificare lo stato di funzionamento del proprio impianto
elettrico e il 35,9% si limita a chiamare un tecnico o un elettricista
quando si verificano problemi.

Tra «fai da te» e sommerso, un sistema di sicurezza ancora troppo informale.
Si stima che ogni anno nelle case degli italiani vengono effettuati 1,4
milioni di interventi sugli impianti elettrici. Il 12% è affidato
all’iniziativa del proprietario o di un suo amico o parente. Il 20,9% è
eseguito da piccole imprese non specializzate e spesso prive delle
competenze necessarie. Nel 66,9% dei casi ci si rivolge invece a una
impresa specializzata o a un tecnico. Ma quando si chiama un
professionista, quasi un intervento su tre (il 27,5%) sfugge
completamente al fisco, perché chi realizza i lavori non rilascia
regolare fattura. Gli interventi sugli impianti elettrici effettuati
ogni anno sviluppano un giro d’affari stimato in quasi 5 miliardi di
euro. Circa la metà è invisibile totalmente al fisco, con un mancato
gettito per l’erario di 572 milioni di euro.

Articolo tratto da: CENSIS - Centro Studi Investimenti Sociali