Il Consiglio Superiore della Banca dâItalia nella seduta del 30 marzo approvato allâunanimitĂ il piano di riassetto della rete territoriale, da attuarsi nei prossimi tre anni.
Il piano prevede il potenziamento dei compiti delle Filiali di maggiori dimensioni, lâaccentramento di 3 divisioni distaccate di vigilanza e la chiusura di 19 succursali con operativitĂ ormai molto ridotta. Alla fine del 2018 la rete sarĂ costituita da 39 Filiali, rispetto alle 58 attuali.
Erano 97 nel 2007. Tra il 1999 e il 2013 le altre tre principali banche centrali dellâEurosistema hanno pure ridimensionato lâestensione delle loro reti territoriali: da 154 a 50 filiali la Bundesbank, da 211 a 127 la Banca di Francia, da 52 a 15 la Banca di Spagna.
Con la riorganizzazione nessun dipendente della Banca dâItalia perderĂ il proprio lavoro. La Banca ha dato la propria disponibilitĂ alle Organizzazioni Sindacali perchĂŠ siano definite misure che vengano incontro alle esigenze delle 360 persone (su oltre 7.000 dipendenti dellâIstituto) che lavorano nelle strutture in chiusura o in accorpamento.
La nuova configurazione della rete territoriale assicurerĂ unâequilibrata presenza della Banca nelle diverse aree del Paese. Anche lĂ dove lâIstituto non sarĂ fisicamente presente, saranno garantite la continuitĂ delle funzioni, la qualitĂ e la tempestivitĂ dei servizi offerti alle istituzioni e ai cittadini.
Lâintervento organizzativo è coerente con lâevoluzione delle funzioni della Banca. Allâaumentato impegno nella vigilanza bancaria e finanziaria, sia prudenziale sia a tutela della clientela, nel contributo al disegno e alla gestione operativa della politica monetaria comune, nellâanalisi economica, nella gestione e sorveglianza del sistema dei pagamenti, si contrappone la flessione dei compiti di tesoreria provinciale dello Stato e di quelli legati alla circolazione delle banconote. Questa sarĂ la tendenza anche per i prossimi anni.
In tale prospettiva, la riforma rafforzerĂ il ruolo delle 20 Filiali situate nei capoluoghi di
regione e delle altre 6 Filiali âad ampia operativitĂ â (Brescia, Bolzano, Verona, ForlĂŹ, Salerno, Catania), a cui si aggiungeranno ulteriori 6 Filiali (Agrigento, Sassari, Livorno, Pescara, Lecce e Reggio Calabria) innalzate a quel rango; si manterranno le 6 Filiali specializzate nel âtrattamento del contanteâ (Bergamo, Piacenza, Padova, Arezzo, Roma CDM, Foggia) e la Succursale di Roma, impegnata prevalentemente nelle attivitĂ di tesoreria centrale; continueranno a operare le tre divisioni distaccate di vigilanza di Cuneo, Vicenza e Udine, mentre quelle di Caltanissetta, Cosenza e Pisa saranno ricondotte allâinterno di Filiali vicine. Verranno infine chiuse 19 delle 25 Filiali che attualmente offrono servizi a utenti individuali, servizi e utenti ormai fortemente ridotti.
Nellâindividuare le Filiali da chiudere si è tenuto conto della domanda di servizi, delle caratteristiche del territorio di riferimento, dellâesistenza in regione di altre Filiali aperte al pubblico e della distanza dalla Filiale piĂš vicina. Fino alla fine del 2018, in sostituzione delle strutture chiuse o accorpate saranno istituite UnitĂ di servizio territoriale (UST), purchĂŠ vi siano almeno 7 addetti. Queste UST dipenderanno da una Filiale, regionale o ad ampia operativitĂ ; saranno aperte al pubblico ma non svolgeranno attivitĂ che implichino maneggio di valori.
Il contributo delle Filiali allo svolgimento delle funzioni della Banca rimarrà importante. La qualità e la quantità dei servizi offerti al territorio saranno aumentate traendo beneficio dalla possibilità di concentrare in un numero piÚ contenuto di strutture professionalità specializzate e continuamente aggiornate, la cui motivazione è sostenuta dallo spessore dei compiti e delle responsabilità affidate.
Il piano di riorganizzazione è stato preceduto da un ampio confronto, durato oltre un anno, con le Organizzazioni Sindacali, le cui osservazioni sono state attentamente analizzate dallâAmministrazione e sottoposte allâesame del Consiglio Superiore, insieme con la proposta di riassetto formulata dalla Banca.
Il Consiglio Superiore ha condiviso le finalitĂ del piano di riassetto, i criteri adottati e gli interventi proposti dallâAmministrazione. Ha anche osservato che affidare i maggiori compiti previsti dal progetto di riforma a tutte le strutture oggi presenti sul territorio non garantirebbe nĂŠ efficacia nĂŠ efficienza, a causa della frammentazione delle competenze e dellâaumento dei costi di funzionamento. Il Consiglio ha formulato lâauspicio che la Banca e i Sindacati possano definire quanto prima misure, temporanee ed eccezionali, a sostegno del progetto; in mancanza, ha chiesto allâAmministrazione di attuare comunque la riorganizzazione individuando e mettendo in atto soluzioni alternative per ridurre il piĂš possibile i disagi per i dipendenti direttamente interessati.
Articolo tratto da: Banca dâItalia






