Il Parlamento ha dato il via libera all’entrata nello spazio Schengen senza frontiere di Bulgaria e Romania. I deputati precisano che, in base alle relazioni di valutazione, i due Paesi hanno soddisfatto le condizioni necessarie. Tuttavia, il Parlamento dovrà essere informato sulle ulteriori misure da adottare nell’area Bulgaria-Turchia-Grecia per poter rispondere al possibile forte incremento della pressione migratoria.
Il parere del Parlamento europeo sarà ora inviato ai ministri dell’Interno dell’UE, che si riuniranno domani a Lussemburgo.
Dopo aver esaminato le valutazioni sui progressi dei due Stati membri nonché i risultati delle visite di valutazione da parte di gruppi di esperti, i deputati hanno concluso che, sebbene alcune questioni siano ancora aperte e in futuro dovranno essere seguite da vicino con regolarità, esse non costituiscono un ostacolo alla piena adesione a Schengen di Bulgaria e Romania.

Zona di frontiera Bulgaria-Turchia-Grecia

Il relatore ha sottolineato che si dovrebbe tuttavia tener conto del fatto che l’area Bulgaria-Turchia-Grecia rappresenta una delle zone più sensibili delle frontiere esterne dell’UE. Ciò rende necessario che la Bulgaria adotti alcune misure addizionali, vale a dire prepari un piano speciale contenente le azioni da attuare al momento di entrare in Schengen e anche un approccio comune con Grecia e Turchia per poter rispondere al possibile forte aumento della pressione migratoria.
I deputati hanno approvato un emendamento che invita gli Stati membri interessati a informare per iscritto il Parlamento europeo e il Consiglio, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della decisione di integrazione, sull’attuazione di tali misure supplementari e su eventuali carenze

I prossimi passi

Verificare che i nuovi membri abbiano soddisfatto tutti i requisiti di Schengen (controllo di terra, mare e le frontiere aeree, il rilascio dei visti, cooperazione di polizia, la disponibilità a connettersi e utilizzare il Sistema d’informazione Schengen e protezione dei dati), è un presupposto per il Consiglio dei Ministri per decidere, previa consultazione del Parlamento europeo, di abolire i controlli alle frontiere interne con gli Stati membri.
Il parere del Parlamento europeo, approvato con 487 voti a favore, 77 contrari e 29 astensioni, sarà ora trasmesso al Consiglio Giustizia e affari interni del 9-10 giugno, che discuterà la questione.
La decisione di integrazione deve essere presa dal Consiglio, con decisione unanime di tutti i governi degli Stati che fanno già parte dell’area Schengen.

Nota di background

L’area Schengen comprende attualmente 25 membri: 22 paesi dell’UE (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia) e tre paesi associati non UE (Norvegia, Islanda e Svizzera). Il Liechtenstein dovrebbe presto diventare il quarto paese associato.
Attualmente, la libera circolazione è garantita su un territorio che comprende 42.673 km di frontiere marittime e 7.721 km di frontiere terrestri e conta 400 milioni di cittadini.
Attualmente, la libera circolazione è garantita su un territorio che comprende 42.673 km di frontiere marittime e 7.721 km di frontiere terrestri e conta 400 milioni di cittadini.

Articolo tratto da: Parlamento Europeo