Il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dello Sviluppo Economico e le associazioni del settore automobilistico hanno firmato un “Accordo di programma quadro per la gestione dei veicoli fuori uso”, il cui obiettivo è ridurre al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti che derivano dallo smaltimento di queste vetture.
L’intesa, della durata di sette anni, è stata siglata oltre che dai due ministeri dalle principali associazioni di categoria: Anfia (Associazione nazionale fra industrie automobilistiche), Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), Federaicpa (Federazione concessionari auto), Assodem (Associazione demolitori autoveicoli), Aira (Associazione industriale riciclatori auto), Car-Cna (Confederazione autodemolitori riuniti-Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), Assofermet (Associazione nazionale dei commercianti in ferro e acciai), Ada (Associazione nazionale demolitori autoveicoli).
Si tratta del primo esempio in Europa di propositività e concretezza in cui un’autorità pubblica e tutta la filiera industriale collaborano con l’obiettivo comune di dare un’effettiva soluzione al problema di un milione e mezzo di vetture rottamate ogni anno in Italia (che danno origine a circa un milione e duecentomila tonnellate di materiale potenzialmente recuperabile).
Da tempo l’industria automobilistica si è fatta più attenta al tema del recupero delle parti dei veicoli avviati alla demolizione, ma con questo accordo si fa ancora di più, dando così attuazione alle finalità delle direttive europee per contribuire alla protezione e al miglioramento della qualità ambientale. Per raggiungere questi traguardi è prevista, tra l’altro, la promozione di attività di ricerca sulle tecnologie di trattamento rifiuti post frantumazione e sul recupero energetico.

Articolo tratto da: Ministero della Transizione Ecologica (ex min. Ambiente)