Cassazione penale, sez. VI, 10 gennaio 2011 n. 250
Le vessazioni, le umiliazioni e le continue minacce cui una madre sottoponeva costantemente il figlio minorenne e che avevano avuto sulla sua crescita “effetti devastanti” le sono valsi una condanna per maltrattamenti ex art. 572 c.p. Comportamenti che, secondo la difesa andavano attribuiti, come testimoniavano le perizie dei consulenti (psicologo e psichiatra), al rapporto conflittuale della madre con il padre del ragazzo, per cui la madre era portata a strumentalizzare i figli per scopi vendicativi nei confronti del coniuge.
Una giustificazione, quella della teoria dei figli usati come degli “scudi umani”, che viene respinta fermamente dalla sesta sezione penale dichiarando inammissibile il ricorso, peraltro caratterizzato dalla mera riproposizione di questioni di fatto già adeguatamente esaminate e correttamente risolte dai giudici del merito.
Cassazione penale, sez. VI, 10 gennaio 2011 n. 250






