Consiglio di Stato, sez. V, 2 ottobre 2014, n. 4922
Lo ius sepulchri â il diritto, spettante al titolare di concessione cimiteriale, ad essere tumulato nel sepolcro â può essere modificato dallâamministrazione concedente
Lo ius sepulchri ossia il diritto, spettante al titolare di concessione cimiteriale, ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.
Nellâordinamento nazionale il diritto sul sepolcro giĂ costituito nasce da una concessione da parte dellâautoritĂ amministrativa di unâarea di terreno o di porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale (art. 824 c.c.) e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta nel privato concessionario un diritto di natura reale (suscettibile di trasmissione per atti inter vivos o mortis causa) e perciò opponibile iure privatorum agli altri privati, assimilabile al diritto di superficie.
Ciò significa che, nei rapporti interprivati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento.
Diversa è la situazione rispetto allâEnte pubblico concedente il diritto in quanto, come accade per ogni altro tipo di concessione amministrativa di beni o utilitĂ , la posizione giuridica soggettiva del privato titolare della concessione tende a recedere dinnanzi ai poteri dellâamministrazione in ordine ad una diversa conformazione del rapporto.
In capo al concessionario, rispetto al concedente, sussistono posizioni di interesse legittimo â con la relativa tutela giurisdizionale â quando lâamministrazione concedente disponga la revoca o la decadenza della concessione per la tutela dellâordine e della buona amministrazione (Cass. civ., sez. II, 30 maggio 2003, n. 8804; 7 ottobre 1994, n. 8197; 25 maggio 1983, n. 3607; Cons. St., sez. V, 7 ottobre 2002, n. 5294).
Ă dalla demanialitĂ del bene che discende lâintrinseca âcedevolezzaâ del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.
Lo ius sepulchri soggiace dunque allâapplicazione della normativa sopravvenuta che regoli il rapporto concessorio in senso modificativo rispetto allâassetto operante allâatto dellâoriginario titolo concessorio, atteso che questa disciplina si colloca ad un livello ancora piĂš elevato di quello che contraddistingue lâinteresse del concedente e soddisfa superiori interessi pubblici che prevalgono sullâaspettativa del concessionario alla conservazione dellâassetto originario.
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Consiglio di Stato, sez. V, 2 ottobre 2014, n. 4922





