Cassazione civile, sez. I, 19 dicembre 2024, n. 33398
Il giudice ordinario può disapplicare il decreto sui Paesi Sicuri ne quadro normativo anteriore al D.L. 145/2024
Nellâambiente normativo anteriore al decreto-legge 23 ottobre 2024, n. 158, e alla legge 9 dicembre 2024, n. 187 [di conversione del decreto legge 145/2024], se è investito di un ricorso avverso una decisione di rigetto di una domanda di protezione internazionale di richiedente proveniente da paese designato come sicuro, il giudice ordinario, nellâambito dellâesame completo ed ex nunc, può valutare, sulla base delle fonti istituzionali e qualificate di cui allâart. 37 della direttiva 2013/32/UE [ora Regolmento UE 2023/1348], la sussistenza dei presupposti di legittimitĂ di tale designazione, ed eventualmente disapplicare in via incidentale, in parte qua, il decreto ministeriale recante la lista dei paesi di origine sicuri (secondo la disciplina ratione temporis), allorchĂŠ la designazione operata dallâautoritĂ governativa contrasti in modo manifesto con i criteri di qualificazione stabiliti dalla normativa europea o nazionale.
Inoltre, a garanzia dellâeffettivitĂ del ricorso e della tutela, il giudice conserva lâistituzionale potere cognitorio, ispirato al principio di cooperazione istruttoria, lĂ dove il richiedente abbia adeguatamente dedotto lâinsicurezza nelle circostanze specifiche in cui egli si trova. In questâultimo caso, pertanto, la valutazione governativa circa la natura sicura del paese di origine non è decisiva, sicchĂŠ non si pone un problema di disapplicazione del decreto ministerialeâ.
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Cassazione civile, sez. I, 19 dicembre 2024, n. 33398





