Cassazione penale, sez. V, 19 settembre 2008, n. 36032
Condanna a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis del codice penale) – confermata dalla Cassazione – per un fotografo che, introducendosi nel backstage di Miss Italia, si era procurato le immagini di alcune ragazze partecipanti al concorso di bellezza mentre, nude o semi nude, si trovavano in un camerino allestito per potersi cambiare d’abito.
Senza successo il fotografo ha sostenuto, nel ricorso alla Suprema Corte, che il camerino non poteva essere ritenuto luogo di privata dimora e non poteva godere delle garanzie sulla inviolabilità del domicilio domestico.
Al contrario, rammentano gli ermellini, «come luoghi di privata dimora si devono intendere tutti quelli che, pur non costituendo dimora, consentono una sia pur temporanea ed esclusiva disponibilità dello spazio, nei quali è temporaneamente garantita un’area di intimità e riservatezza ed in genere quelli nei quali le persone si trattengono per compiere atti della loro vita privata».
Cassazione penale, sez. V, 19 settembre 2008, n. 36032






