Cassazione penale, sez. IV, 11 marzo 2008, n. 10795

La IV sezione penale della Suprema Corte, nello scrutinare il rilievo penale del contegno di un medico psichiatra il quale aveva sospeso il trattamento farmacologico cui era sottoposto un paziente ricoverato in una comunità, paziente che – a causa di tale sospensione – aveva subito uno scompenso e poi aggredito ed ucciso uno degli operatori che lo accudivano, dopo aver ricostruito i termini del dibattito giurisprudenziale, ha affermato che è configurabile il concorso colposo nel delitto doloso:
a) sia nel caso in cui la condotta colposa concorra con quella dolosa alla causazione dell’evento secondo lo schema del concorso di cause indipendenti;
b) sia in quello di vera e propria cooperazione colposa.
La Cassazione ha precisato, tuttavia, che in entrambi i casi è necessario che il reato del partecipe sia previsto dalla legge anche nella forma colposa e nella sua condotta siano effettivamente presenti tutti gli elementi che caratterizzano la colpa; è inoltre necessario che la regola cautelare inosservata sia diretta ad evitare anche il rischio dell’atto doloso del terzo, risultando dunque quest’ultimo prevedibile per l’agente.
Giovanni Dato

Cassazione penale, sez. IV, 11 marzo 2008, n. 10795