Cassazione penale, sez. VI, 30 novembre 2007, n. 44843
La Cassazione afferma che il custode che determini la sottrazione del veicolo sottoposto a provvedimento di sequestro amministrativo, a norma dell’art. 213 D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, incorre, a seconda che la sua condotta sia dolosa o colposa, rispettivamente nei reati di cui agli articoli 334 c.p.(Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa) o 335 c.p. (Violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa).
Il riferimento è, nel caso di specie, al genitore, custode del motociclo sequestrato al figlio minorenne, che si espone a responsabilità penale se volontariamente o negligentemente consenta l’uso di tale ciclomotore al proprio figlio.
Nel primo caso, qualora il custode sottragga, sopprima, distrugga, disperda o deteriori una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa e affidata alla sua custodia, al solo scopo di favorire il proprietario di essa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 516.
Nella seconda ipotesi il custode, che ha in custodia una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa, per colpa ne cagiona la distruzione o la dispersione, ovvero ne agevola la sottrazione o la soppressione, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 309.
Al custode non è invece ascrivibile alcun reato qualora il mezzo sia sottratto alla sua vigilanza, eludendo ogni doverosa cautela che egli abbia preventivamente e diligentemente posto in essere.
Il soggetto che circola alla guida del veicolo sottratto a sua volta è assoggettabile alla sanzione amministrativa di cui all’articolo 213 comma 4 del codice della strada, che punisce, appunto, chiunque circoli con un mezzo sottoposto a sequestro.
Cassazione penale, sez. VI, 30 novembre 2007, n. 44843





