Con supplemento al bollettino statistico del 30 ottore 2008 la Banca dâItalia ha fornito una relazione sullâandamento del delle Amministrazioni locali ed in generale sullâandamento della finanza pubblica a livello decentrato relativamente al periodo 2002-2007.
Il debito delle Amministrazioni locali è stato calcolato in coerenza con i criteri metodologici definiti nel Regolamento del Consiglio delle Comunità Europee n. 3605/93, sommando le passività finanziarie afferenti le seguenti categorie: monete e depositi, titoli diversi da azioni, prestiti. Esclusi i debiti commerciali e le passività connesse con gli strumenti derivati.
Alla fine del 2007 il debito delle Amministrazioni locali era pari a 110,6 miliardi; esso rappresentava il 6,9 per cento del debito complessivo delle Amministrazioni pubbliche. Il rapporto tra il debito delle Amministrazioni locali e il PIL era del 7,2 per cento.
Lâincidenza è diminuita di 0,3 punti rispetto allâanno precedente a fronte di un aumento del debito di 0,2, 0,8 e 1,4 punti percentuali rispettivamente nel 2004, 2005 e 2006.
In rapporto al prodotto delle rispettive aree geografiche il debito delle Amministrazioni locali era pari al 6,0 per cento nel Nord ovest, al 4,7 nel Nord est, al 9,5 nel Centro e al 9,1 nel Mezzogiorno.
Il 41,4 per cento del debito delle Amministrazioni locali era a carico di enti del Nord del Paese (il 26,7 per cento nel Nord ovest e il 14,7 per cento nel Nord est), il 28,4 per cento era contratto nel Centro e il 30,1 per cento nel Mezzogiorno.
Il 42,1 per cento del debito era a carico dei Comuni, il 40,6 per cento delle Regioni e lâ8,0 per cento delle Province; il 9,3 per cento era a carico degli Altri enti, prevalentemente quelli produttori di servizi sanitari
Dalla fine del 2001 alla fine del 2006 il debito delle Amministrazioni locali è progressivamente aumentato, in rapporto sia al prodotto sia al debito complessivo delle Amministrazioni pubbliche. La sua incidenza sul PIL è cresciuta di 4,3 punti percentuali; la quota sul debito pubblico complessivo è aumentata di 4,1 punti percentuali. La notevole crescita registrata nel 2003 (1,7 punti percentuali del PIL) è, tuttavia, di natura principalmente contabile ed è connessa con la riclassificazione della CDP al di fuori del settore delle Amministrazioni pubbliche.
Articolo tratto da: Banca dâItalia





