Differenza tra mobbing e straining: a differenza del mobbing per lo straining è sufficiente una singola azione con effetti duraturi
Il termine mobbing è in uso nel parlato comune e non solo giuridico da molti anni è vi è una piuttosto adeguata percezione di cosa si intenda con tale termine. Meno diffuso è invece il termine straining che presenta degli elementi in comune col mobbing ma dallo stesso tuttavia si differenzia. In ogni caso si tratta di condotte poste in essere ai danni del lavoratore non codificate dal legislatore bensì individuate nei loro contorni dall’elaborazione giurisprudenziale.
Cosa si intende per mobbing nel mondo del lavoro
Per Mobbing - termine che deriva dall’inglese “to mob” che significa “aggredire, attaccare” - si intende insieme di comportamenti aggressivi e persecutori posti in essere ai danni del lavoratore al fine di colpirlo ed emarginarlo rispetto al resto dell’ambiente lavorativo.
Le condotte in grado di integrare il fenomeno del mobbing possono varie come a seguire meglio esemplificato. In ogni caso i comportamenti costituenti mobbing hanno carattere persecutorio e vessatorio, sono intenzionalmente ostili, reiterati e sistematici, e si traducono in maltrattamenti, offese, aggressioni, umiliazioni, intimidazioni, mortificazioni del lavoratore, tali da cagionare a questo ultimo un danno alla salute psico-fisica.
Il lavoratore che è vittima di mobbing potrebbe ritrovarsi ad essere isolato all’interno dell’ambiente lavorativo, venendo ad esempio relegato in una sede o in una postazione particolarmente scomoda o venendo escluso da riunioni, progetti, comunicazioni aziendali, corsi di aggiornamento e altre attività; potrebbe divenire bersaglio di battute, pettegolezzi, insulti e comportamenti ostili di vario genere, così come ritrovarsi al centro di una vera e propria campagna diffamatoria portata avanti nei suoi riguardi; potrebbe vedersi improvvisamente sottrarre mansioni sino a quel momento ricoperte oppure essere assegnato a mansioni inferiori e dequalificanti, o ancora, all’opposto, trovarsi a dover gestire da solo carichi di lavoro intollerabili; potrebbe trovarsi esposto a più intense ed assillanti forme di controllo da parte del datore di lavoro, ad esempio durante lo svolgimento delle proprie attività o in occasione di assenze per malattia; potrebbe vedersi privare di determinati benefit aziendali sino a quel momento goduti o vedersi rifiutare sistematicamente permessi, ferie ed altre richieste; nei casi più estremi, potrebbe essere licenziato senza alcuna motivazione; talvolta, potrebbe addirittura divenire bersaglio di violenze sul piano fisico o di aggressioni alla sfera sessuale.
Cosa si intende per straining
Il termine straining - che deriva dall’inglese “to strain”, letteralmente “tendere”, “mettere sotto pressione” - è stato coniato dal Dr. Harald Ege, studioso della Psicologia del lavoro, il quale, durante numerosi colloqui con vittime di soprusi e violenze psicologiche sul luogo di lavoro, si rese conto che si trattava di soggetti che erano stati sottoposti a trattamenti ingiusti e discriminanti, che, però, a differenza delle condotte mobbizzanti, non erano caratterizzati dalla continuità e ripetitività.
Lo straining consiste dunque in una forma attenuata di mobbing nella quale non si riscontra il carattere della continuità delle azioni vessatorie, come può accadere, ad esempio, in caso di demansionamento, dequalificazione, isolamento o privazione degli strumenti di lavoro.
Tipici esempi di “straining” sono stati identificati proprio nel demansionamento, nella dequalificazione, nell’isolamento, privazione degli strumenti di lavoro, costrizione all’inattività, marginalizzazione dall’attività lavorativa, esclusione dal flusso di informazione.
Differenza tra mobbing e straining. Lo straining quale forma attenuata del mobbing.
Il mobbing consiste in una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente e in costante progresso in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, inferiore o di parità, con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo o gravita.
Lo straining consiste in una situazione di stress forzato sul posto di lavoro, in cui la vittima subisce almeno un’azione che ha come conseguenza un effetto negativo nell’ambiente lavorativo, azione che oltre a essere stressante, è caratterizzata anche da una durata costante. La vittima è rispetto alla persona che attua lo straining in persistente inferiorità.
In definitiva mentre il mobbing si caratterizza per una serie di condotte ostili e frequenti nel tempo, per lo straining è sufficiente una singola azione con effetti duraturi nel tempo (come nel caso del demansionamento). In giurisprudenza lo straining è stato definito quale una forma attenuata del mobbing.
Mobbing orizzontale e mobbing verticale
È possibile individuare varie tipologie di mobbing in base ai soggetti coinvolti e alla loro posizione nella gerarchia aziendale o dell’ufficio rispetto alla vittima della condotta.
- il mobbing verticale si configura la condotta persecutoria coinvolge soggetti collocati a diversi livelli della scala gerarchica, dovendosi poi ulteriormente distinguere tra:
- mobbing discendente, quando i comportamenti aggressivi e vessatori sono posti in essere dal datore di lavoro, da un superiore gerarchico della vittima o da soggetti preposti dagli stessi (queste ipotesi vengono identificate anche con il termine “bossing”);
- mobbing ascendente, quando viceversa è un lavoratore di livello più basso ad attaccare un soggetto a lui sovraordinato;
- mobbing orizzontale, quando la condotta mobbizzante è posta in essere da uno o più colleghi posti allo stesso livello della persona che ne è vittima.






